... e ci sono anche le microletterine,
scritte quando ho poco tempo,
da leggere quando avete poco tempo.

Archivio


29.12.16 - Gli Aztati

Carissimi,
è vero che siamo una società sportiva, ma è anche vero che allenamento fa rima con approfondimento, quindi tra una ripetuta e un cortoveloce oggi ci dedicheremo ad una antica civiltà precolombiana, gli Aztati.
Gli Aztati (pronuncia Azati) si svilupparono parallelamente agli Aztechi (pronuncia Azechi) ed ebbero come capitale Cuauhnahuac, l'odierna Cuernavaca, fino a quando Itzcoatl, quarto tlatoani, letteralmente "Colui che può parlare", cioè imperatore Azteco, nella prima metà del 1400 iniziò a limitarne l'influenza, accrescendo di pari passo quella degli Aztechi. Fino a qualche decennio fa si pensava che gli Aztati si fossero estinti, addirittura fossero stati sterminati, non trovandosi più tracce successive al 1440, ma il noto storico Lorenzo Boturini Benaducci, la cui collezione di reperti precolombiani costituì il primo nucleo del Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico, iniziò nel 1740 a studiare la civiltà Aztate. Gli studi più recenti concordano sul fatto che gli Aztati migrarono verso sud, raggiunsero il Peru e qui si mescolarono con gli Inca, dando origine ad una civiltà mista che si è sparsa per il mondo, gli Inca-Aztati.
Ciao
Franco


25.12.16 - Letterina di Natale

Caro Babbo Natale,
rieccomi! Puntuale come un orologio svizzero!
Ho sempre tante cose da chiederti, e non solo per me, e quindi inizio l'elenco:
1. una caldaia nuova per Villa Gentile, così non faremo più la doccia gelata;
2. un atleta più lento di me per i maratoneti, così non sarò più ultimo;
3. una macchina fotografica che scatta da sola per Misscatto, così potrà scaldarsi prima delle gare;
4. un'arancia gialloblu per il Verniciaio, così mette insieme presente e passato;
5. una nuova fidanzata per Diego da Arquata, così ... scusa già fatto;
6. una partenza lenta per Lady Rita, così farà un finale veloce;
7. un velociraptor per S518, così fanno la coppia dinosauro-ivanisauro e vanno al museo;
8. una maratona sotto le due ore per chi vuoi, così abbiamo un grande record;
9. un tendine nuovo per Enrico, ma va bene anche una vena nuova, un muscolo nuovo o un paio di scarpe nuove;
10. un po' di freddo per Ema, così userà le maglie a maniche lunghe che le danno alle gare;
11. un parco un po' più grande per l'Augusto Cavaliere, così il trail lo fa tutto in casa;
12. uno scoiattolo per tutti gli organizzatori, così tutte le gare avranno il Cip;
13. una gara senza concorrenti, senza classifica e senza premiazioni per MLA, così forse partecipa;
14. una gara senza concorrenti, senza classifica e senza premiazioni per il Presidentissimo, così forse NON partecipa;
15. una cioccolata fondente che non faccia ingrassare per i golosi, così anche loro potranno essere magri;
16. un cronometro che segna solo le ore e i minuti per i maniaci delle prestazioni, così potranno iniziare a divertirsi;
17. un cronometro che segna solo le ore per i MOLTO maniaci delle prestazioni ...;
18. un cronometro che non segna nulla per i MOLTO-MOLTO maniaci delle prestazioni ...;
Ciao
Franco


22.12.16 - 10000 di Natale

Carissimi,
anche quest'anno il 10000 di Natale ha portato a Villa Gentile numerosi atleti, tanto da fare invidia a più di una tra le gare del podismo ligure e basso piemontese. Rimando ad altra sede più consona la discussione sul fatto che geograficamente i termini "alto" e "basso" hanno più una connotazione altimetrica che planimetrica (anche perché basta girare la cartina e l'alto diventa basso), inoltre il periodo natalizio è il meno adatto a fomentare contrasti.
Torniamo quindi alla gara dedicata agli auguri e alla pianificazione della stagione seguente.
Quest'anno c'è stata quella che a mia memoria (ieri cosa stavo facendo?) è una novità assoluta: le lepri. Voi direte dopo i funghi settembrini e il fagiano novembrino, la lepre dicembrina è il classico non c'è due senza tre, e invece no. Erano lepri a due zampe, anime sante (Massi e Nico) che si sono immolate ad aiutare il buon Enrico a scendere sotto i 36 minuti, tempo decisamente più che dignitoso, tirandogli un giro per uno.
La giornata era assolutamente imprevedibile per chi era stato al campo lunedi: cielo terso, non una bava di vento, termostato regolato sui 15 gradi, tanto che il momento più triste della mia gara è stato quando negli spogliatoi ho scoperto di avere in borsa una maglia a mezze maniche decisamente più leggera della termica che mi ha fasciato durante i 25 giri di pista.
Al via mi sono portato all'ultimo posto, sia per ragioni evangeliche che per essere certo che nessuno mi avrebbe superato, e con alterne vicende sono riuscito a prezzo di sforzi immani a conservare la posizione anche al traguardo. Colgo anzi l'occasione per ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto con il loro incoraggiamento, tifo e quant'altro.
Ho solo due cose di cui rammaricarmi: primo, il fatto che nessuno avesse una macchina fotografica col flash per cui non è stato possibile immortalarmi mentre tagliavo il traguardo; secondo, di non aver corso con una cassettina in cui raccogliere un euro ad ogni doppiaggio: avrei potuto risolvere il problema della fame nel mondo!
Buon Natale a tutti!
Franco


14.12.16 - Cena di Natale

Carissimi,
come ormai tradizione la nostra società si è ritrovata per una gara in notturna in un periodo non proprio usuale, come quello invernale.
Ma nonostante questo era una gara con tutti i crismi: i primi, i secondi, etc.
La location è la solita, come tutte le gare che si rispettano, a differenza di quelle "itineranti" che si svolgono una volta qui e una volta lì, e nemmeno tutti gli anni ma quando, elemosinando l'ospitalità di qualche più o meno generoso sostenitore (mi rifiuto di usare termini stranieri come "sponsor", anche se il latino mi piaceva parecchio), si riesce a metterle in piedi, a volte addirittura una volta ogni quattro anni. Ah, dimenticavo, il ritrovo era il Primopiatto a Sturla e come sempre il pezzo forte è stato il ristoro.
Comunque anche gli aspetti competitivi meritano di essere rimarcati, la conquista di un posto con quelli simpatici, esaurire una caraffa di bianco dopo l'altra, incoraggiare il Casellante a terminare la sua caraffa di rosso tutta da solo e possibilmente in un unico sorso, convincere il nostro S518 a non tagliare, trincerandosi dietro il desiderio di rispettare una dieta di cui non ha bisogno essendo già pelle ed ossa. E non è mancato nemmeno il contorno degli allibratori che assegnavano le quotazioni su quanti bicchieri di vino avrebbe scolato Bart (lo zero veniva pagato pochissimo, l'uno aveva una quotazione stratosferica e gli altri numeri non sono stati giocati da nessuno). Il tavolo rotondo vicino all'orchestra (la cucina) era occupato al solito dalla presidenza, il Presidentissimo e il Segretar...issimo(?) con l'intromissione di Diego da Arquata e della sua fiamma (benvenuta Valeria!).
Una sola cosa mi ha lasciato perplesso, come mai nessuno ha approfittato dell'adiacente campo di Villa Gentile o di qualcuno dei numerosi aperitif-bar circostanti per un riscaldamento pregara?
Ciao
Franco


11.12.16 - Staffetta 2 x 5000

Carissimi,
è esattamente un mese che non vi tormento con le mie letterine, e sono oltre due mesi che non vi faccio un dettagliato resoconto di una gara (una qualunque, non necessariamente una finale olimpica o mondiale).
Si vaLa location è la solita, come tutte le gare che si rispettano, a differenza di quelle "itineranti" che si svolgono una volta qui e una volta lì, e nemmeno tutti gli anni ma quando, elemosinando l'ospitalità di qualche più o meno generoso sostenitore (mi rifiuto di usare termini stranieri come "sponsor", anche se il latino mi piaceva parecchio), si riesce a metterle in piedi, a volte addirittura uan volta ogni quattro anni. Ah, dimenticavo, il ritrovo era il Primopiatto a Sturla e come sempre il pezzo forte è stato il ristoro. nella cittadina rivierasca, con la minaccia dell'abbattimento del "bruco" alla partenza da Genova e del senso unico alternato da non si sa dove all'arrivo, ma l'autostrada risolve numerosi problemi, purtroppo non tutti ...
Al primo posto tra quelli irrisolti metto sicuramente perché non me ne sono rimasto a casa? E subito dopo perché faccio la staffetta con Fra, velocissimo atleta in procinto di passare dai gloriosi gialloblù al neonato team arancione? Onestamente, il buon Fra ha tentato di trovare una risposta, anzi più d'una: terminare la sua esperienza con uno dei pilastri della società (non so se in riferimento al mio stare con i piedi ben fermi, anche durante le gare), oppure rendere pan per focaccia (nel senso di andare al ristoro dando un panino in cambio di una striscia di focaccia?), oppure avere la soddisfazione di recuperare posizioni su posizioni (alla fine saranno quasi 30).
Un'altra domanda che mi aleggiava nella mente dopo il favoloso allenamento di giovedì sera era: riuscirò ad arrivare al termine della prima frazione prima del secondo frazionista della squadra prima classificata? La risposta, per nulla scontata, è stata fortunatamente positiva, anzi ho abbassato di 13 secondi il tempo dello scorso anno (non è molto, ma mettetevi nei miei panni).
Ma veniamo alla gara, iniziata con uno scaldacollo verde che va ad arricchire la mia collezione, neache fossi una giraffa o l'Idra di Lerna (colgo l'occasione per ringraziare il Nocciolaio che mi ha spiegato che si infilano dalla testa), e continuata con la cortesia innata del Gentiluomo che mi ha ceduto il posto nella coda per il bagno. Ovviamente dopo due cose belle, una cosa brutta ci stava: il via!
Concludo citando una curiosa classifica, quella dello scarto tra i due atleti della stessa squadra, senza dilungarmi vi dico che hanno vinto i Cambiasso&Risini Mario&Mauro con soli 3 secondi di differenza, mentre io e il buon Fra abbiamo evitato l'ultimo posto grazie al sacrificio di Lhelalt&Alessandro.
Ciao
Franco
PS se siete interessati ad una maglietta dei maratoneti d'occasione, aspettate la fine dell'anno.


31.10.16 - Halloween

Carissimi,
ogni tanto una letterina culturale non guasta. Oggi mi addentro nei misteri di Halloween, festa importata negli Stati Uniti dagli emigranti Irlandesi, discendenti dei Celti che hanno "inventato" questa festa per celebrare il rinnovamento della natura, una specie di Capodanno e da lì riesportata in tutto il mondo.
Cominciamo dal nome: perché si chiama Halloween?
Una delle ipotesi più note è che derivi da "All Saints Eve" (vigilia di Tutti i Santi) che corrotta (termine tecnico, non pensate a tangenti e secanti) diventa Halloween, ma forse è meglio ricorrere a Hallow (santificare) invece cha a Saints. Ma recentemente si è affermata una nuova ipotesi. In un paesino irlandese viveva un brav'uomo, molto amato da tutto il paese, di nome Ween. Il brav'uomo era molto solitario, usciva di casa una volta all'anno, alla fine di Ottobre, ed era anche un po' sordo, per cui tutti lo salutavano gridandogli affettuosamente ad altissima voce "Hallo, Ween!" ed ecco il nome dato a quei giorni in cui il nostro usciva di casa.
La seconda domanda è (ovviamente?) cosa c'entra il Capodanno con la zucca?
Qualcuno dice che essendo stata la festa esportata negli Stati Uniti, dove notoriamente a fine Ottobre fioriscono zucche di dimensioni ragguardevoli, sia sembrato sensato cogliere al volo l'occasione di liberarsi di un po' di cucurbitacee, scomodando anche Jack O'Lantern (Jack della Lanterna, un genovese trapiantato in Irlanda). Ma anche in questo caso il nostro caro Ween ci da una differente interpretazione. Essendo, come detto, un tipo solitario, quando usciva di casa tendeva a farlo in ore notturne e quindi aveva bisogno di una candela, ma dove metterla? A lui era sembrato sensato usare un contenitore forato per proteggere la fiamma e indovinate un po' che contenitore usava? Esatto, una zucca!
Terza domanda: perchè ci si traveste da fantasma, pipistrello o altro?
Essendo il nuovo anno un periodo di rinnovamento della terra, i Celti pensavano che anche il mondo dei vivi e quello dei morti fossero un po' più vicini (non erano di Roma e non sapevano che c'è anche il mondo di mezzo) e che quindi fosse possibile passare dall'uno all'altro con una certa facilità. In particolare i morti tornavano tra i vivi per impossessarsi di quello che avevano lasciato (addio eredità) e allora i vivi oltre a spegnere i fuochi per non consentire di individuare case e villaggi, si travestivano per non essere riconosciuti dai parenti defunti e magari spaventarli anche. Inoltre travestirsi da fantasma è piuttosto semplice (basta un vecchio lenzuolo, già forato dall'usura) e anche il pipistrello consente di riciclare un costume carnascialesco da Batman. Io trovo più semplice travestirmi da zucca, mi basta una maglietta arancione e il mio fisico largilineo fa il resto.
Quarta ed ultima domanda: perchè si dice dolcetto o scherzetto?
Intanto posso sottolineare che è sempre educato offrire un'alternativa (tipo, o la borsa o la vita). Ma passiamo alla parte seria. In origine era una specie di ricatto "Trick or Treat?" (trucco o trattativa?) dove trucco indicava una specie di fuoco d'artificio che illuminava la notte e aveva il suo epicentro nella casa o nel negozio di chi rifiutava la trattativa. Le autorità vietarono questo tipo di domande (e relative conseguenze) e le permisero solo ai ragazzini che si accontentavano di caramelle e in ogni caso non usavano i fuochi d'artificio. Questa pratica che consente di racimolare cioccolatini ed altro è attualmente adottata anche dai bambini italiani, ed è vietata solo nella zona di Dogliani per evitare che i pargoli tornino a casa sbronzi.
Ciao
Franco


09.10.16 - Trofeo Birra di Pasturana

Carissimi,
essendo in fase di ripresa, non me la sono sentita di cimentarmi in una corsa di 21.097 Km e quindi ho preso parte a questa gara che prende nome da un birrificio di un paese vicino a ... alla Svizzera? No, Novi! (un po’ scontata, ma mi piaceva)
Il primo obiettivo di giornata era sopravvivere e il secondo era stare sotto un’ora e dieci e li ho centrati entrambi, il secondo grazie anche a Marco che mi ha frenato una o due volte in cui ho accelerato. Veramente avevo anche un terzo obiettivo, forse sarebbe meglio chiamarlo sogno, quello di non essere superato da quelli della mezza, ma purtroppo non avevo fatto i conti con Corrado.
Però ho avuto la soddisfazione di vedere arrivare il grandissimo Diego da Arquata che ha tagliato il traguardo almeno 4 minuti dopo di me, quando io avevo già bevuto, mangiato e ritirato la borsa: prima e sicuramente ultima volta in vita mia!
La corsa è sempre bella, veloce e se uno fa la corta invece della mezza è ancora più veloce. Il percorso però fa sorgere una domanda: al secondo Km c’è un breve tratto in leggera discesa, poi vari km pianeggianti fino a giungere a Pozzolo Formigaro dove comincia una salita assolutamente corribile, ma di oltre un Km, per cui uno si aspetta di trovarsi quanto meno in cima alle gradinate dello stadio di Novi invece che sulla pista, quindi dov’è la discesa mancante?
Dopo la meritata doccia e le premiazioni che hanno incoronato una coppia di maratoneti, cosa mai successa in una gara di alto livello (per gli assenti, sto parlando di Corrado e Diego), abbiamo formato gli equipaggi auto e ci siamo trasferiti a Novi centro, presso il ristorante Giulia, dove abbiamo consumato un frugale pasto a base di affettati misti (tutti i presenti hanno preso una coppa), risotto al cortese (nel senso di vino, non di educato e tantomeno di affettato, visto che questo era già l'antipasto), agnolotti al brasato (nel senso di carne, non di saldato), arista (non è un refuso del nome della cantante) con patate, acqua, vino e caffè (si, mancava il dessert, ma gli atleti pensano alla linea non a queste frivolezze), in una tavolata dove riluceva Ema, fresca primatista italiana di mezza maratona.
Quindi il ritorno a casa, talmente stanco e satollo che la letterina parte il giorno dopo.
Ciao
Franco


28.09.16 - Ancora spogliatoi a Villa Gentile

Carissimi,
a inizio estate vi avevo intrattenuto con la notizia dei nuovi spogliatoi di Villa Gentile, quelli dell'adiacente scuola. Adesso, finita l'estate e riaperte le scuole, gli spogliatoi scolastici sono tornati alla scuola e gli atleti maschi sono tornati negli spogliatoi vecchi, dopo l'opera di restauro. E anche lo scrivente è tornato negli spogliatoi, senza alcuna opera di restauro, nonostante le palesi necessità (leggi: sovrappeso, scarso tono muscolare, difficoltà ad alzare le pulsazioni, in una parola il classico tapascione).
Sicuramente le pareti sono più bianche (presto gireranno nei corridoi qualche spot di qualche detersivo); le piastrelle dei bagni sono nuove e, per il momento, candide; sulla parete di fronte alle docce troneggia un diamante verde-acqua; il fondo delle docce non crea l'effetto acquitrino (e nemmeno acquiuno); i rubinetti dei lavandini hanno perfino le manopole e ruotandole esce l'acqua, sia calda che fredda; ma è sparito il piccolo lavascarpe (avrà un nome tecnico ma a me è ignoto) dove era possibile disinfiammare con acqua fredda i muscoli affaticati (potenza dell'associazione massaggiatori); infine le porte sono sempre quelle vecchie. Ma il vero salto di qualità è costituito dagli appendiqualcosa all'interno del locale docce, che adesso sono tutti uguali, posti alla stessa altezza e a forma di fiore pentapetalo, quello che ci si aspetterebbe di trovare in uno spogliatoio maschile!
Insomma, non ci sono più scuse! Con degli spogliatoi così se non vi convocano per Tokio 2020 dipende solo da voi!
Ciao
Franco


27.09.16 - Compleanni

Carissimi,
il 27 settembre sembra essere un grande giorno per nascere! Oggi infatti si festeggiano numerosi compleanni.
Cominciamo con quello della maggiore età di Google, il motore di ricerca per antonomasia, un sito dove poni una risposta e in pochissimi millesimi di secondo sai quali domande possono generare quella risposta. Bene, adesso quel sito è maggiorenne e quindi sono ammessi anche argomenti hot, calienti, piccanti tipo a quanti gradi bolle l'acqua (facile 90, no scusate, a 90 gradi bolle l'angolo retto), cos'è la capsaicina (?!?), che temperatura c'è sul sole (quando ci vado mi porto un maglione pesante o è sufficiente un golfino di cotone?).
E poi i grandi personaggi! Lorenzo Cherubini (chi è costui?) in arte Jovanotti che raggiunge la mitica soglia dei 50 anni, mezzo secolo, 10 lustri (chissa come andrà il mondo quando ci arriverò io?).
Ma quello di cui si sono occupati TUTTI, giornalisti, sportivi, televisione, è un campione che raggiunge i 40 anni ma non li dimostra, una autentica bandiera della sua squadra, un plurivittorioso, uno attaccatissimo ai colori sociali, uno che ha rifiutato contratti favolosi per non cambiare società, un signore nella vita e nello sport, in una parola: Diego da Arquata!!! BUON COMPLEANNO, CAMPIONE!
Ciao
Franco


09.09.16 - La Pezza di Arenzano

Carissimi,
preciso subito che il titolo è la crasi tra Mezza e Pizza. La prima si è svolta dalle 18.30 in avanti (e indietro tra Arenzano e Varazze) e la seconda dalle 22.00 fino al giorno successivo.
Il viaggio verso Arenzano prometteva, almeno per una volta, di non dover scegliere tra autostrada e statale (anche le frane possono servire) e invece, il primo tabellone informatraffico, quelli che di solito ti dicono che andare in scooter in tre, senza casco, telefonando, messaggiando e fumando, in stato di ebbrezza può essere pericoloso quando invece apre una strada per lavorare nel circo, dunque, l'informatraffico riportava la notizia della riapertura dell'Aurelia (sembra una trattoria). Risolto il dubbio e giunto in quel di Arenzano è cominciata la ricerca del posteggio tra auto di bagnanti, mezzi maratoneti e maremontisti del giorno dopo: se parcheggiavo sottocasa sarei stato più vicino!
Arrivato in zona traguardo, ho visto gente giungere in condizioni più o meno pietose, sudati, fradici, stanchi, spossati non so se per la distanza, la temperatura o l'umidità. Nel frattempo una leggera bava di vento caldo mi faceva provare le stesse sensazioni di un tacchino in un forno ventilato (fortunatamente era un venerdi di settembre e non un giovedi di novembre).
Aspettando la fine delle premiazioni, con Gelindo Bordin grande protagonista, il Verniciaio ha finto di non trovare soldi e documenti, in modo da animare l'attesa con una caccia al tesoro tra la zona docce, i parcheggi e il ristoro. E' un grande il nostro Verniciaio! Pensate che mi ha suggerito un'ottima scusa da usare quando vado piano, cioè sempre: basta dire che oggi non volevo forzare.
Terminata l'attesa del premiato Diego da Arquata, veloce quando non serve (in gara) e molto meno quando servirebbe (andare in pizzeria) ci siamo spostati al Lago Tana, pizzeria suggerita dall'altra metà del duo Mera-Viglia. Il nome permette varie digressioni; infatti subito ho capito La Gotana, con conseguente ricerca in rete di cosa fosse la gotana (una danza tribale? un indumento per i giorni di festa? un piatto della tradizione Inca?) quindi mi sono focalizzato su una pizzeria per nutrie.
L'attesa è stata sufficientemente lunga per consentire ad Andrea Borriello e al fido Tornielli di unirsi alla compagnia. Tra l'altro il discepolo del finestraio non era l'unico infiltrato in una tavolata di Maratoneti.
Terminata la pizza, complimenti a tutti per aver mangiato e bevuto in quantità tale che il conto non solo fosse divisibile per 14, ma desse come risultato un numero semplicissimo da formare con le banconote, senza ricorrere a monetine. Poi suddivisione tra le auto e quindi casa.
Ciao
Franco


02.09.16 - Marcia del Villeggiante

Carissimi,
ci siamo lasciati un mese fa e sono ben 2 mesi 2, che non vi rendiconto una gara, ma ieri il digiuno è finito.
Apro una parentesi, parlare di digiuno dopo aver messo su 3 Kg in un mese mi pare quanto meno fuori luogo, ma mi riferivo alle gare e/o letterine, a scelta vostra.
La Marcia del Villeggiante, non necessariamente quella di Sant'Olcese, è una delle corse più antiche. Se ne trova menzione nella Trilogia della Villeggiatura di Carlo Goldoni ed è un must in tutti i Club Med, Villaggi Valtur, e simili.
Ma veniamo a ieri sera. Mi sono schierato alla partenza solo per avere uno dei pregiati salamini di Sant'Olcese, salvo realizzare tardivamente che con la cifra di iscrizione avrei potuto tranquillamente acquistare un salamino in uno dei salumifici locali e non avrei nemmeno dovuto sobbarcarmi i circa 7 Km della gara, ma questa riflessione mi sarà utile già venerdi prossimo quando andrò ad Arenzano in tempo per perdermi la mezza e partecipare alla pizza. Tra l'altro ho scoperto che a Sant'Olcese oltre ai salami fanno anche i ravioli e i pansoti, ma non te li vendono se non li prenoti.
Al traguardo è ricomparso il primocittadino Armando che sta tornando in forma post-mandato sindacale e pre-qualificazioni Tokio 2020.
Dopo circa 7 Km di circa sofferenza, che però mi hanno permesso di non essere premiato e quindi di andare via circa subito, siamo andati in un'osteria in quel di Serra Riccò trovata dal buon Leo con l'aiuto di Tripadvisor. Niente pesce, ma carne buona e buoni ravioli, sono rimasti in sospeso i dolci e le bruschette ma ci sarà occasione anche per quelli.
Ciao
Franco


01.08.16 - Buone Vacanze!

Carissimi,
domani parto per le vacanze. Non mi permetto di dire "meritate vacanze" perchè non so se lo siano o meno, ma certamente sono "necessarie". Vi scrivo per invitarvi a fare altrettanto, nel modo che volete, nel luogo che più vi piace, con la compagnia che preferite, ma se potete fatele, possibilmente con una partenza intelligente.
Ma la fiera delle banalità continua.
Vi scrivo qualche pensierino semplice, riferito a questo Luglio appena terminato, ma che ha un sapore più ampio, almeno secondo me.
Comincio dal Paseo Maritimo di La Coruña, 12/15 km dedicati a chi vuole camminare, correre, andare in bici, o semplicemente passeggiare, con pista ciclabile, e piastrellatura fornita dall'Associazione Fisioterapisti Galiziani, qualcosa al cui confronto le nostrane piastrelle di Corso Italia sono un morbido tappeto erboso. Su questo percorso ho visto correre persone a qualunque ora del giorno e della notte, approfittando anche della temperatura favorevole e delle giornate lunghe (c'era luce anche dopo le 23.00). Ma la cosa notevole è il rispetto che esiste tra le varie categorie di utenti, che cercano di disturbarsi il meno possibile. E mi preme sottolineare la disponibilità di alcuni bagni chimici lungo il percorso, tra l'altro ottimamente mantenuti (ho finto un'improvvisa necessità per collaudarli).
Del ricordo di Federico e degli spogliatoi di Villa Gentile ho già parlato, per cui passo ad Odense, ridente città danese di circa 170 mila abitanti dove per effettuare alcuni lavori pubblici hanno reso a senso unico una strada, ma hanno conservato entrambi i sensi di percorrenza per i pedoni e per le piste ciclabili; dove lo scrivente podista attraversava la strada senza subire strombazzamenti vari; dove le auto si fermavano per far passare i pedoni, indipendentemente dal colore del semaforo o dalla presenza o meno degli attraversamenti. E subito dopo passo a Copenhagen dove impossibilitato a fare il biglietto ferroviario causa interruzione del collegamento con la carta di credito e avendo urgenza di raggiungere l'aeroporto, mi sono rivolto ad una commessa della biglietteria che mi ha fatto superare la coda, senza che nessuno obiettasse qualcosa al mio passaggio.
Di nuovo salto l'apericena e passo al Peralto, luogo ben diverso dal Paseo Maritimo, sia per la presenza di cani senza guinzaglio e senza museruola, ma molto affezionati ai polpacci dei podisti, sia di gruppi il cui comportamento sarebbe più adeguato ad una spiaggia della Versilia o ad una pista ciclabile o ad un percorso di agility-dog che ad un percorso ginnico. Il pensiero corre alla Valle d'Aosta dove nei parchi è vietato schiamazzare, introdurre cani e altre amenità che denotano una mentalità chiusa e legata a vecchie regole, tipo rispettare gli altri e la natura. La nota positiva è un bel cinghialetto, ancora con le striature di gioventù, che grufolava tra le foglie secche.
E per finire la gara di sabato. Troppo caldo, troppa salita e troppo asfalto ardente e poi l'organizzazione. E' vero che i musulmani di Francia hanno chiesto di andare a messa nelle chiese, ma nemmeno loro hanno osato chiedere ai Sampdoriani di andare alle gare organizzate dai Genoa Club!
Adesso mi ritiro in quel di Peveragno, a vedere le Olimpiadi 24 ore al giorno, compresi gli sport bisestili (purtroppo la definizione non è mia). Ci rivediamo dopo il 21 Agosto, con l'impegno di ritornare, come ogni anno, magro e allenatissimo che come sempre disattenderò per potermi impegnare di nuovo l'anno seguente e quello dopo ancora.
Ciao
Franco


15.07.16 - Apericena

Carissimi,
Squadra che vince non si cambia!
Chi lascia la via vecchia per la nuova ...!
Chi cambia canale è un sacripante!
Insomma, dovevamo essere proprio noi a cercare di andare controcorrente?
E allora, dopo il successo del 2015, ad esempio nessuno è finito in acqua vestito, abbiamo deciso di ripetere l'apericena allo Squash di Corso Italia (qualcosa di corsa c'era ...). Uso indegnamente il plurale, perché il merito va tutto al verniciaio, sempre pronto a gettarsi anima e corpo in imprese apparentemente impossibili, ma che grazie al suo entusiasmo contagioso sembrano semplici.
Purtroppo l'estate soffre di qualche concomitanza con gare serali, ad esempio un gruppo è andato a correre in Germania, Berlino o qualcosa di simile, ma il gruppo dell'apericena era certamente più nutrito, soprattutto terminate pizze, focaccia, patatine e torte salate.
Non li ho contati, ma i presenti oscillavano tra 200 (secondo gli organizzatori) e 10 (secondo la questura).
Strategico l'orario delle 20.00 sia per trovare posteggio, che per non pagarlo, ma il buon Leo ha voluto tutelare se stesso, Mera (che sfoggiava un vestito fatto con i post-it) e lo scrivente, per cui ha fatto in modo che giungessimo oltre l'orario di fuga dalle spiagge e di posteggio a pagamento.
Decisamente migliore dello scorso anno la quantità di bevande e di cibo: quindi viene il sospetto che gli assenti di quest'anno siano stati quelli che hanno maggiormente consumato o che i nuovi arrivati siano molto morigerati. Peccato non aver fatto un gemellaggio con un adiacente gruppo che ha lasciato praticamente intatte le sue vivande, provvederemo per il prossimo anno!
Ottima la sangria, buonissime le patatine fritte!
Adesso si attendono ulteriori repliche.
Ciao
Franco


09.07.16 - Nuovi spogliatoi a Villa Gentile

Carissimi,
una novità incredibile sta sconvolgendo il mondo podistico genovese, in particolare i frequentatori di Villa Gentile: rifanno gli spogliatoi!
Per ora hanno cominciato con quelli maschili, poi proseguiranno con quelli femminili. Il precedente poi ha un sapore estremamente vago, potrebbe tradursi con "subito dopo", con "tra qualche mese" oppure con un italianissimo "quando ci saranno i soldi". Rifaranno gli intonaci, forse anche le porte e poi la cosa più importante, i servizi e le docce. Già tremo al pensiero che modifichino la splendida pendenza attuale delle docce che, non essendo orientata verso gli scarichi, permette di fare il pediluvio, pratica notoriamente rilassante dopo un duro allenamento, durante la doccia. Insomma ci si lava e ci si distende!
I più attenti si chiederanno, ma nel frattempo i maschietti dove si cambiano? Scartata l'idea di unificare spogliatoi maschili e femminili per non sovraccaricare la struttura, scartata la possibilità di farli lavare sotto la fontanella, per evitare una lunga coda, scartato l'utilizzo dei lavandini nei bagni sotto la tribuna perchè nessuno avrebbe resistito all'olezzo del luogo (però tutti si sarebbero sciacquati piuttosto velocemente), si è optato per gli spogliatoi dell'adiacente Istituto Comprensivo Sturla, che adesso vi descrivo.
Innanzitutto i gestori del Quadrifoglio hanno affrontato una spesa non indifferente in cartelli per indirizzare correttamente gli aspiranti inanellatori di giri. In effetti, la sensazione di andare a perdersi è piuttosto forte per cui è bene ricevere incoraggiamenti continui, dai si, per di qui, sei sulla buona strada; dopo un primo viaggio un po' inquietante, si giunge in una sala forse utilizzabile nei momenti di sovraffollamento e poi nello spogliatoio vero e proprio, con panche, appendiabiti, docce (quattro) e persino un bagno (la privacy è un po' carente, ma ...) e un lavandino. In teoria dal lato opposto c'è una situazione simmetrica, ma questa alternativa non è consigliabile se si vogliono mantenere buoni rapporti con i gestori.
Dopo essersi cambiati, uscendo dagli spogliatoi e rifatto il percorso inverso, si ha la sensazione di uscire da casa di qualcuno, come un ladro o un amante colto in flagrante e di abbandonare scarpe ed abiti civili alla mercè del primo che passa, per cui prima di allenarsi si torna indietro e si recupera quanto lasciato negli spogliatoi (fortuna che in estate il vestiario è limitato a una maglietta e un pantaloncino).
Terminato l'allenamento, si esce dalla Villa in tenuta da corsa e ci si riavventura verso gli spogliatoi per la meritata doccia. E qui c'è l'unica sorpresa positiva: le docce sono gratuite!
Però sono un po' alte, almeno per lo scrivente. Probabilmente sono docce per cestisti o per pallavolisti o comunque per atleti dai 2 metri in su. Quindi l'acqua arriva ad una velocità elevatissima, perforando pelle, muscoli, ossa e quant'altro.
Ma è estate, si va in vacanza o si va a correre al fresco del Peralto o si va alle gare serali e quindi quando arriverà l'inverno entreremo nei nuovi spogliatoi (forse) e tutto sarà dimenticato in fretta.
Ciao
Franco


03.07.16 - Memorial "Federico Queirolo"

Carissimi,
per l'undicesima volta i podisti genovesi ricordano Federico su iniziativa degli amici della Cambiasso e Riso.
Per la seconda volta la gara è stata da Apparizione al Monte Moro, una salita "estiva", cioè adatta al caldo di questa stagione, impegnativa il giusto, lunga il giusto, pendente il giusto, faticosa ... fate voi, comunque sono sicuro che nei tratti a maggiore pendenza molti hanno inviato un ricordo non solo a Federico, ma anche ad altri parenti degli organizzatori.
L'appuntamento ha anche cambiato il nome da "Corsa di Fede" in "Gara di Fede", probabilmente su reclamo di Saulo di Tarso che non si è ritrovato negli ordini d'arrivo.
L'inserimento nel campionato sociale dei Maratoneti ha attratto ben 31 socie/soci, praticamente un quarto dei 125 arrivati; avevamo anche pensato alla possibilità di farne squalificare uno, a caso, per essere esattamente un quarto, ma il Presidentissimo, con la sua autorità e sportività ci ha vietato questa mossa molto matematica, ma poco leale.
Si potrebbe anche pensare ad una combinata, scooter-corsa, visto che, essendo il luogo di partenza carente di posteggi per le auto, quasi tutti o vengono su con una due ruote a motore oppure, di fronte alla possibilità di scarpinare per il Chiapparo, spengono la sveglia e si girano dall'altra parte. Tra i pochi folli che, oltre ad affrontare le rampe del Moro, hanno anche scalato il Chiapparo si annoverano la coppia di Nervi, il gentiluomo e lo scrivente. Stupisce comunque che la corsa non annoveri uno sponsor scooteraio.
Il prossimo appuntamento è per il 15 luglio all'Apericena, un appuntamento che a me piace molto: c'è il ritrovarsi, c'è la buona compagnia, c'è il ristoro e manca solo quello stupido intermezzo in cui ci si mette a correre.
Ciao
Franco


24.06.16 - Per...correndo il Centro Storico

Carissimi,
altre volte vi ho inviato letterine tardive, cioè il giorno successivo a quello della gara, perchè con le gare serali si torna sempre a casa tardi. Questa volta invece è proprio una letterina in ritardo!
D'altra parte l'allegra compagnia del dopogara si è sciolta dopo mezzanotte, con l'auto ritornata zucca, per cui non mi dilungo sulle peripezie del rientro.
Comunque la corsa ha avuto un sacco di risvolti positivi, che vado a raccontarvi in ordine sparso, a seconda di come mi sovvengono, se mi sovvengono.
Innanzitutto, un plauso agli organizzatori, capitanati da Giuliano, che oltre al classico the millesimato di Chiavari, una delizia da intenditori, hanno presentato anche il the verde, specialità che richiede solo l'acqua dell'Entella; inoltre la loro buona stella li ha aiutati perchè proprio venerdì i vigili di Chiavari hanno deciso di controllare i permessi di occupazione del suolo pubblico, per cui molti bar hanno ritirato sedie e tavolini dalle strade, rendendo più agevole la corsa ai podisti.
Ottimo anche il cambio di pizzeria rispetto a qualche anno fa: è bello non avere la sensazione di dover dire "grazie che mi dai da mangiare piuttosto che andartene a casa" visto che si tratta di un locale pubblico, che ha solo il compito di dare da mangiare, e con quello che incassa ci vive anche.
Poi la gara in sé per sé è stata ricchissima di soddisfazioni. Primo, per un tratto di circa dieci metri ho corso spalla a spalla con la grandissima Emma, e non all'inizio bensì durante la gara, esattamente nel momento in cui lei mi doppiava; secondo, dopo tempo immemorabile sono tornato a salire sul podio, approfittando di un momento di distrazione generale, ma non di Misscatto che mi ha immortalato sulla scaletta; terzo, nonostante avessi già percorso parecchi km in giornata, circa 300, le gambe hanno risposto benissimo, segno di una forma eccellente; quarto, grazie all'aiuto di alcuni amici, primi tra tutti il Presidentissimo e Mera che si sono sacrificati in una partenza a razzo, ho avuto gli stimoli giusti in vari momenti della gara per aumentare il ritmo e andarli a prendere; quinto, grazie a chi si sbracciava da dietro le transenne per incoraggiarmi, soprattutto quelli delle batterie successive che avrebbero gradito partire in giornata.
Domenica 3 Luglio ricorderemo ancora una volta Federico, sulle strade del Monte Moro e poi a metà luglio ci augureremo buone vacanze con un'apericena, proprio come lo scorso anno, stesso posto, lo Squash di Corso Italia, stessa ora, le 20.00, stesse persone, e soprattutto lo stesso cibo e bevande, sapeste quanti avanzi lo scorso anno!
Ciao
Franco


04.06.16 - Farinata della Valbisagno

Carissimi,
quello di ieri sera era certamente uno degli appuntamenti più importanti della stagione: la Farinata della Valbisagno! E l'impegno del nostro gruppo, ma non solo, è stato massimo. Il nostro responsabile tecnico, il Verniciaio, ha avvisato tutti che bisognava raggiungere il prestigioso obiettivo di gruppo più numeroso, ed obiettivamente tutti si sono impegnati in tal senso, con un vorticoso giro di mail di conferme, aggiornamenti ed estensione dell'invito. E il risultato è stato di ritrovarci in una trentina di persone dalla solita sciamadda, a fronte di altri tavoli che offrivano il triste spettacolo di 4-5 persone.
Onestamente bisogna ringraziare la GAU di Struppa per averci dato una mano a far sì che l'attesa non fosse intollerabile, essendo la farinata programmata per le 22.30, orario nel quale molti preferiscono mettersi a letto invece che a tavola. Ma la truppa capitanata dalla bionda Giulia ci ha prima dato appuntamento allo Starhotel intorno alle 19.00/19.30 e poi ha provveduto a trasportarci a Struppa con un mezzo sufficientemente lento (soprattutto per alcuni): i piedi. Non solo, ma questo ha fatto sì che giunti in quel di Struppa, molti abbiano preferito darsi una sciacquata invece che dedicarsi alla farinata, alla faccia dei morsi della fame. A riprova dell'importanza del trasferimento lento, basti il caso di Marco che trasferitosi con mezzi rapidi, si è poi dedicato ad una piadina.
In area Starhotel, regnava un'enorme incertezza, non tanto sull'esito del trasferimento quanto sulla capacità di tenuta delle nuvole, che si sono impietosite a sufficienza da non riversare su di noi il liquido in esse contenuto.
Il duo Mera e Viglia si è esibito in una reciproca rincorsa degna delle migliori giornate di gioco a rimpiattino, col risultato di raggiungere Struppa in brevissimo (si fa per dire) tempo.
Peccato che la Giulia abbia deciso di dare un riconoscimento sulla base del tempo impiegato per trasferirsi a Struppa, per cui qualcuno, ad esempio il Presidentissimo, ha preferito soffermarsi a questa cerimonia, piuttosto che allargare il gruppo di masticatori di farina di ceci.
Ovviamente, essendo un gruppo previdente, abbiamo pensato che il servizio AMT al termine della Farinata fosse piuttosto carente. Infatti offriva una corsa alle 0.30, a cena ancora in corso, ed una corsa barrata all'1.48 quando avremmo già voluto essere tra le lenzuola; pertanto abbiamo pensato di dotarci di mezzi di trasporto propri. A tal fine nel pomeriggio abbiamo portato alcune auto a Struppa, ma questo compito apparentemente impegnativo, necessitava infatti una buona organizzazione, si è rivelato semplicissimo in confronto a quello di riportare indietro le auto, dopo esserci appesantiti non tanto di cibo, quanto di birra, ma non si hanno notizie di palloncini positivi.
Adesso il prossimo appuntamento è l'apericena di Luglio.
Ciao
Franco


29.05.16 - Trail di Villa Fortunata

Carissimi,
oggi il nostro Augusto Cavaliere ha organizzato il classico Trail di Villa Fortunata. Era possibile scegliere tra un percorso di 21.100 Km, come si addice a chi in passato ha vinto il trofeo sociale delle mezze maratone corse in un anno, oppure uno di 10 km, adatto a quelli come lo scrivente che è già tanto se riescono a trascinarsi per distanze limitate. Per quest’ultima distanza, come in ogni trail si parte su prato e su prato si arriva, tranne una breve parentesi su asfalto di una decina di km (ovviamente non so cosa succeda nella corsa lunga).
L’organizzatore della gara, ma è meglio chiamarla scampagnata vista l’atmosfera che si respira, offre ai partecipanti pettorale personalizzato col nome, maglietta tecnica, cronometraggio con chip, spogliatoi con doccia, e poi nuotata in piscina, campo da calcio e da tennis e soprattutto il ristoro, ma su questo tornerò più avanti. Il previdente Augusto aveva fissato la quota di iscrizione in un dolce fatto in casa, in modo che nessuno potesse lamentarsi che fosse salata.
Il tempo ci ha assistito: nonostante le previsioni e le nuvole che ci sovrastavano, le gocce hanno pazientemente atteso l’arrivo dell’ultimo concorrente prima di scendere su di noi.
Nel frattempo qualcuno scopriva che per lavarsi, oltre alla classica vasca, esiste anche una cosa che fa scendere l’acqua goccia a goccia, come un minuscolo temporale; questo misterioso oggetto, che li ha affascinati al punto da dimenticarsi della folla in attesa di fare altrettanto, viene spesso chiamato doccia.
Ma come promesso veniamo al ristoro!
Il patio era occupato da numerosi tavoli, ciascuno provvisto di un quarto di forma di parmigiano reggiano, un quarto di forma di asiago dop e un quarto di forma di gorgonzola; a questo si accompagnavano bottiglie di liquidi analcolici, cesti di focaccia e fette di salame e prosciutto crudo, il tutto in quantità sufficiente per sfamare la spedizione di Russia (ritorno compreso). Ma non i podisti, per i quali era stato predisposto anche un forno a legna da cui uscivano pizze a ripetizione, oltre ad un tavolo dove si trovava pasta fredda condita con pomodorini, cacioricotta grattugiato al momento e bottarga e dei rigatoni al ragù che risuscitavano anche un podista distrutto (ovviamente in quantità adeguata alle precedenti). A questo faceva da sfondo uno spillatoio della birra di Pasturana, che sembrava di essere all’Oktober Fest di Monaco (qualcuno ha perfino cominciato a parlare la lingua teutonica).
E per finire i dolci. Avete presente una pasticceria ben fornita e ben assortita? Bene, siete a buon punto! Ogni ripiano della cucina esponeva un assortimento di torte e dolci (quelle della quota di iscrizione) ciascuna in grado di rivaleggiare con la pasticceria che avete in mente. Il tutto accompagnato da vini vari e spumanti.
Ciliegina sulla torta, le premiazioni!
Ciò detto, devo muovere una piccola critica all’organizzatore: Augusto, perchè questo spuntino tra amici non lo organizzi il sabato prima della 12 per un’ora, riservandolo a quelli delle altre società? Guadagneremmo almeno un centinaio di Km.
Ciao
Franco


20.05.16 - Pizza di Varazze

Carissimi,
ieri sera insolita competizione in quel di Varazze: Mangia la pizza.
E' stata una gara a batterie, ma senza differenze di categoria, società o altro. Alcune batterie erano più numerose, fino ad una dozzina di atleti, ed altre più ridotte, anche solo due podisti, ma comunque tutti affamati di competere. All'interno di ciascuna batteria, la partenza era differenziata a seconda dell'ordine sorteggiato dai camerieri, ma nessuno si è lamentato di essere partito in ritardo. La quota di iscrizione era un po' alta, tenendo conto che non c'era pacco-gara, premi né assoluti, né di categoria, e nemmeno il chip o il cronometraggio manuale; in compenso il ristoro è stato uno dei migliori della mia vita: pizza, vino bianco in bicchieri di vetro e non di plastica, sorbetto e perfino il caffè.
Essendo la partenza un po' tardi, anche rispetto agli standard delle gare serali estive (noi siamo partiti verso le 22.30) gli organizzatori hanno offerto la possibilità di un intrattenimento (dietro pagamento di un piccolo extra) consistente in una veloce passeggiata sulla traccia della vecchia ferrovia, verso Cogoleto, in una doccia e una specie di aperitivo analcolico a base di the con stuzzichini di focaccia e biscotti. Quasi tutti noi abbiamo approfittato di questo intermezzo, tranne il Giapponesello che ha occupato il tempo facendo dei rilevamenti topografici sul territorio, con particolare attenzione al tragitto Palazzetto dello Sport - Pizzeria (forse intende organizzare una gara nei vicoli di Varazze). All'intermezzo si sono uniti anche alcuni avventori, non interessati alla Mangia la pizza, ad esempio il Presidentissimo che è stato con noi fino a quando il buio non è diventato troppo fitto, ed ha preferito procedere con cautela.
Complessivamente una bella serata, che proveremo a ripetere tra un paio di settimane, quando si svolgerà la Mangia la farinata. Il ritrovo è fissato a Piazza Suppini intorno alle 22.00 e si vocifera che la GAU di Struppa organizzerà un evento non solo per intrattenere i partecipanti, ma provvederà anche al trasferimento degli stessi dal centro di Genova, zona Brignole per favorire coloro che arriveranno in treno, fino alla sciamadda.
Ciao
Franco


15.05.16 - Marcia della Città di Chiavari

Carissimi,
oggi siamo andati a Chiavari per il secondo appuntamento di maggio. Non è un plurale maiestatico, ma è dovuto al fatto che eravamo tanti maratoneti, oppure al fatto che sono andato con Giorgia, l'altra metà del duo delle meraviglie, la stella crescente del panorama gialloblu, la speranza italiana per Tokio 2020, colei che mi esalta, e si esalta, per la mia conoscenza del mondo podistico, che mi esorta ad andare a fare il guru, cosa del resto che fanno spesso molti di quelli che mi conoscono, a cominciare dai miei studenti. Essendo parte in causa, non disquisisco sulla conoscenza del mondo podistico, d'altra parte corro da 34 anni (ma ogni tanto mi sono fermato), spero solo che sia migliore della mia capacità di leggere i volantini: la gara partiva alle 9.00 e non alle 9.30 come avevo letto io.
Appuntamento alle 8.00 dallo stadio, transennatissimo e quindi impraticabile per l'imminente incontro delle 18.00, e poi via verso la gara. Il mio compito di guru è molto impegnativo, consiste nel fare da freno alla giovine puledra che non vede l'ora di involarsi, ma mi riesce abbastanza bene, avete presente lo sci nautico? Il primo che ha pagato questo effetto frenante è stato il Presidentissimo, che ha deciso unilateralmente di farsi sorpassare prima della discesa, per cui è stato costretto a rallentare, rallentare e ancora rallentare prima che il duo delle meraviglie riuscisse a raggiungerlo, ma ce l'abbiamo fatta!
E veniamo ad un altro tema che mi sta molto a cuore, gli esordienti. L'esordio in gara, o in generale le prime competizioni espongono il neoatleta a vari rischi che vanno dal non saper valutare il proprio stato psico-fisico, alla disidratazione in giornate particolarmente calde come oggi, al correre con una postura errata, come un attento osservatore dall'occhio esperto ha fatto notare al Presidentissimo, che si è limitato a ribattere di aver corso si e no un paio di migliaia di gare (ma col tempo migliorerà).
Al traguardo il solito abbondante ristoro con l'immancabile The di Chiavari Annata 2016, e poi una favolosa focaccia (sarà stata la fatica, sarà stato il caldo, ma era una delle migliori che ho mangiato in vita mia) e per concludere dei piccoli panini con un salame locale, degno rivale di Varzi, Felino, Piacenza e Cremona.
Venerdi si va a Varazze con due obiettivi stare sotto i 50 minuti e festeggiare con una pizza.
Ciao
Franco


08.05.16 - Vai come vuoi

Carissimi,
ogni anno puntualmente la seconda domenica di maggio ci porta la festa della mamma (auguri a tutte!), la sagra del pesce di Camogli e la Vai come vuoi. Della prima ne parlano tutti, TV, telegiornali, giornali, politici in campagna elettorale, persino il papa; della seconda ne parlano a Camogli, al TG3 Liguria, forse anche a Recco per la coda di auto dirette a Camogli che intasano i 2 km di strada; della terza ne parlano meno, per ora, ma aspettate il pomeriggio e collegatevi con la pagina feisbuc dei Maratoneti gestita dal Presidentissimo, con il blog di Biocorrendo gestito da Fausto e poi con la pagina di foto dei Maratoneti gestita da Misscatto, con Genova di corsa gestito da Paolo e poi pian piano con tutto il web.
Da qualche anno il percorso non si arrampica più verso Casanova e quindi è una gara da velocisti e il Sindaco, il grande Armando Sanna, sta già progettando di spianare il percorso per velocizzarlo ulteriormente. Apro una parentesi, se tutti i sindaci fossero presenti agli eventi importanti del comune da loro amministrato, non tagliando nastri, ma rimboccandosi le maniche tra ristori e spruzzi d'acqua diretti sui passanti ... chiusa parentesi.
E visto che sono in vena di lodi, non posso trascurare il nostro Presidentissimo, modello di coerenza, che dopo essersi eccessivamente sbilanciato ieri, affermando che oggi lo avrei superato a causa di una malattia che da settimane gli impedisce di allenarsi (credo si chiami garite), quando si è accorto che ero rimasto indietro ha progressivamente rallentato per permettermi di consentirgli di essere coerente.
Completo il tema, con le lodi a Pino che ieri ha fatto il record ligure M60 sui 1500 con un tempo che mi rallegrerebbe non poco se lo facessi sui 1000.
Riconoscibilissime le numerose maglie gialloblù, ma non altrettanto si può dire di chi le indossava: è il pegno che si paga a stare in una società che cresce e a non gareggiare con troppa frequenza, ma mi rifarò! Nelle prossime settimane si segnalano le grandi classiche: la Marcia della Città di Chiavari, la pizza con annessa Varazze di sera, per concludere con la mitica Valbisagno, con annessa la farinata.
Ciao
Franco


25.04.16 - 5000 in due

Carissimi,
dopo nemmeno 6 ore eccomi ancora a voi, con la speranza di non annoiarvi. Premetto che è un caso, cioè non è che adesso riceverete due-tre letterine al giorno, sarebbe stalking, spam o altre parole simili.
Non ho corso, perché il Presidentissimo ha detto che avrei potuto creare problemi con i doppiaggi, insomma scartato per manifesta superiorità! Adesso capisco cosa ha provato Alfredo Binda nel 1930!
Comunque ne ho approfittato per una sgambata di tutto relax, una decina di km in una mezz'oretta, utili per smaltire la 21 di ieri.
Terminato il defatigamento, mi sono docciato e quindi mi sono messo a disposizione della società, svolgendo varie mansioni anche pericolose, come lo speaker al microfono, visto che nel pomeriggio qualcuno si era già premurato di avvisare ben due volte i vigili urbani del disturbo alla quiete pubblica. Non oso pensare a come vivano i suoi vicini: pantofole imbottite, sedie a cuscino d'aria e suonerie luminose.
Ma il compito fondamentale, non a caso sono un matematico, è stato leggere il numero sul pettorale dei concorrenti, mentre il Presidentissimo annotava diligentemente, pardon accuratamente, passaggio dopo passaggio, con precisione da orologiaio su un foglio appositamente predisposto per i 13 passaggi sulla linea del traguardo. Contemporaneamente tre giudici tre, rilevavano i tempi e gli ordini di arrivo.
Tra una partenza e l'altra si è svolto un simpatico siparietto a tre tra il giudice di partenza, gli organizzatori della competizione e i gestori dell'impianto, il tutto a causa di un uccello abbattuto dallo sparo di partenza. Il giudice sosteneva che fosse suo, in quanto lo aveva colpito lui; gli organizzatori erano di parere diverso, essendo loro il merito di aver attratto il volatile in quel luogo con lo spettacolo da loro preparato; infine i gestori rivendicavano il pennuto a parziale compenso del mancato pagamento del biglietto di ingresso.
Nel frattempo gli atleti inanellavano giri su giri, qualcuno in poco più di un minuto, qualcun altro in poco meno di due.
Poi il ristoro con i favolosi bignè di Andrea Borriello e la premiazione con splendide giacche da pioggia offerte dal Verniciaio e monete di metallo pregiato offerte da ... indovinate un po'?
Ma al di là di questo, tutti hanno fatto i complimenti agli organizzatori, cioè noi, per la splendida gara, molto divertente e originale: il prossimo anno organizzeremo la 5000 in 5000: sarà indimenticabile!
Ciao
Franco


24.04.16 - La Mezza di Genova

Carissimi,
letterina tardiva, a causa di una gara faticosa, di un dopogara, se possibile, ancora più impegnativo e di uno stiramento non muscolare, ma di una cesta di biancheria che aspettava da un po', fate conto che sul fondo sopravviveva anche un paio di bermuda e sebbene quest'inverno sia stato piuttosto caldo ... sempre inverno era. Ma recuperata la fatica della gara, del dopogara e riposti nell'armadio i bermuda e il resto, eccomi a voi.
Sabato vi avevo lanciato un'anteprima e da quella riparto. La Peralto, una società sempre attenta sia agli atleti di ottimo livello (leggetevi gli ordini di arrivo), che a quelli di medio livello (leggetevi gli ordini di arrivo, qualche riga più avanti), che a quelli ... (leggetevi gli ordini di arrivo, partendo dal fondo) questa volta ha toppato. Ha predisposto la lepre per chi voleva chiudere sotto i 56 minuti, ma ha completamente trascurato quelli scarsi, come il sottoscritto che puntava ai 57 minuti. Però in mancanza di una lepre almeno potevano mettere una coniglietta.
Dopo una settimana di strategie concordate con Giorgia, mia compagna di avventura, nonchè di recenti allenamenti, partire tranquilli, sopra i 3 al km, arrivare veloci, sotto i 6 al km, bere a tutti i ristori, accorciare il passo in salita, finalmente siamo all'agognato giorno.
Porto Antico affollato, quasi come gli altri anni, nonostante il rinvio in coincidenza di un ponte. Gente coloratissima, docce, spogliatoi, deposito borse, bagni in muratura e chimici, molti accompagnatori, qualche sfaccendato e poi con calma siamo entrati nella gabbia di partenza, che sarà animata dal solito slalom in piazza Caricamento, questa volta però senza auto parcheggiate di traverso.
Il rinvio ha però consentito la presenza di qualcuno altrimenti assente la domenica precedente: il caldo, improvviso, imprevisto, inatteso: nessuno ne sentiva la mancanza!
Lo stesso percorso dello scorso anno, almeno sulla carta, ma in realtà più lungo di oltre 4 minuti, con qualche saliscendi in partenza quando le forze sono ancora integre e qualcuno si lascia un po' andare, incurante dei numerosi km ancora mancanti. Ma arrivati a Boccadasse (mai una volta che Livia Burlando venga ad applaudirci) si aprono le danze: non ci sono più scuse, salvo le due rampe di accesso alla sopraelevata, chi ha qualcosa da spendere non può né risparmiarsi, né nascondersi. Come non si nasconde Graziano che ci accompagna per qualche km, come non si nasconde Emma, lanciata verso il secondo posto, come non si risparmia nessuno.
La rampa di rientro al km 17.5 si fa sentire eccome, ma arrivati in cima tutto sembra liscio, le gambe girano, la testa anche. Volatona di 3 km senza un filo di vento e i palazzi troppo bassi per proiettare la loro ombra e soprattutto costruiti sull'altro lato della strada e finalmente il meritato riposo che è stato abbondante, anche grazie all'attesa della borsa. Cambio in plein air (slip esclusi, a scanso equivoci), mentre mi rosolavo al sole.
Ciao
Franco


15.04.16 - Spiders

Carissimi,
per me più che "visita ai ragni" è stata "visita delle delusioni".
La prima è stata quando ho letto il manifesto per le strade di Genova SPIDERS: accidenti, a me le auto sportive sono sempre piaciute! E non serviva nemmeno andare a Torino dove di solito organizzano queste mostre! E poi ho scoperto che non erano esemplari a quattro ruote ma a otto zampe. Pazienza.
Comunque una visita culturale e successiva apericena in pizzeria con ottima compagnia è sempre un'occasione da non perdere.
Ma immaginate la mia delusione nel vedere le teche in cui facevano bella mostra di sé pizze, focacce e farinata. E i ragni? E il direttore del museo, il grande fratello, a ripetere "dopo, dopo"; e qui il sospetto avrebbe dovuto farsi certezza, mentre io nella mia beata ingenuità continuavo ad andare da una teca all'altra nella speranza di vedere i sospirati (si fa per dire) aracnidi.
Finalmente, finito l'inutile giro delle teche a microonde con il loro insolito contenuto, è arrivata la parte più attesa, almeno dallo scrivente: l'apericena!
E qui la terza e forse più dura delusione: passi per l'aperi (birra, spritz, negroni), ma la cena!
Ragni arrosto, ragni fritti, ragni allo spiedo e per dessert ragni caramellati!
Indubbiamente la cena più proteica della mia vita, ma anche quella che spero di mai più ripetere.
Però la compagnia era buona!
Ora attendo con ansia che il museo organizzi la mostra del cioccolato!
Ciao
Franco


03.04.16 - 12 per 1 ora

Carissimi,
era il 13 dicembre 2015, si poteva ancora andare da Genova ad Arenzano con l’Aurelia e mi ricordo che c’ero andato per fare una staffetta. Mi ero divertito così tanto che avevo deciso che non avrei più corso in gara fino alla prossima staffetta. Finalmente ieri, dopo quasi quattro mesi, riecco una staffetta, e rieccomi pronto con scarpette e pettorale, e, conseguentemente rieccomi a scrivere qualcosa di serio, non come quelle cose ironiche che hanno fatto sorridere più di uno dei miei affezionati cestinatori di mail indesiderate, dedicate a frivolezze come assemblee societarie, pizzate in compagnia, trasferte immaginarie e interviste a cabarettiste con la passione della corsa.
A causa di questa astinenza prolungata, mi accorgo di aver voglia di scrivere di tutto di più, aggiungeteci che 12 ore di gara hanno offerto spunti su spunti e completate il tutto con le notizie provenienti da Milano. E allora per non tediarvi mi limiterò a poche parole per solo alcuni dei numerosissimi temi.
Cominciamo dalle persone, ovviamente.
Al primo posto, metto la sportività e il fair play, incarnati da Gerry, che conscio della sua superiorità, è volontariamente partito con almeno 5 minuti di ritardo per non stracciare i suoi compagni di frazione, e subito dopo Ester, che ha fatto tutta la gara in seconda corsia per non ostacolare quelli che correvano in prima, pur correndo e non camminando come qualcuno che si è ostinato a farlo in prima. Qualcosa di simile ha fatto per qualche giro anche il nostro distruttore Fidal, ma a lui non va nessuna citazione perchè la prima corsia era occupata dalla sua discepola e quindi era unfair play.
Poi il grande Diego da Arquata a cui vanno ben due plausi: il primo per aver portato degli ovetti fondenti ripieni al gianduia e il secondo per essere riuscito a non sbagliare mai strada, nonostante l’insidia della corda interrotta all’altezza della corsia di rincorsa del lancio del giavellotto.
Proseguo con Maurizio che ha ideato il gioco dell’oca dei frazionisti GAU, con Daniele e il suo fantastico SUGO DI RICCI, con Corrado e il suo record societario di maratona, primo a scendere sotto le due ore e mezza, tempo che per qualcuno sarebbe un sogno sulla mezza e termino con Giada che ha sfornato brioche con consumata perizia.
Poi passo ai gruppi. Bravissimo il team dei massaggiatori (pensate io ne ho avuti due che in parallelo mi hanno trattato entrambi gli arti inferiori) impegnati in un compito arduo e difficilissimo, individuare quelle poche fibre muscolari n