... e ci sono anche le microletterine,
scritte quando ho poco tempo,
da leggere quando avete poco tempo.

Archivio


27.12.15 - Monte Moro

Carissimi,
ovviamente ricomincio da dove vi ho lasciato: la sfida di ieri. Tanto di cappello alle tre fanciulle, Annetta, Giorgia e Misscatto, oltre ad Andrea e Diego che sono gli unici che sono riusciti a starmi dietro. Gli altri, tutti gli altri, hanno dovuto arrendersi, a cominciare da Oscar e Giovanni che alla prima curva erano già avanti di 200 metri, dopo averne percorsi si e no 250, per proseguire con il gentiluomo, che ha anche provato a tornare indietro, ma tant'è alla fine ha dovuto arrendersi alla noia di andare così piano e mi ha staccato anche lui. Una nota a parte merita Emilio, che passerà alla Cambiasso e Riso come Antonio, e che si è impegnato allo spasimo resistendo sino agli ultimi metri, ma poi anche lui ha ceduto, precedendomi di qualche metro.
Ma veniamo alla fredda cronaca. Il verniciaio ha trovato un modo eccellente per movimentare la gara: ha portato 4 splendidi premi 4, due per ciascun genere (si lo so, sembra moderno, ma talvolta è ancora legato a vecchi stereotipi medioevali), ma ha detto che non sapeva se assegnarli ai primi, agli ultimi, agli intermedi o altro. Risultato: nessuno sapeva decidersi se accelerare o rallentare (io cercavo solo di sopravvivere), perchè qualunque scelta poteva risultare perdente. Comunque alla fine l'ordine di arrivo rispecchiava i valori sull'asfalto, con la lodevole eccezione di Sauro che si attardava a guidare la sua allieva.
Ma la gara, pardon l'allenamento, ha avuto anche risvolti sociali e umani, come testimoniano quelli che pur non correndo sono comunque venuti all'arrivo per riportare alla partenza quelli che non volevano rovinare i loro preziosi muscoli con la discesa o quelli che non avevano più energie per tornare indietro e non erano nemmeno abbastanza in sovrappeso da poter rotolare a valle, come il sottoscritto; degni di nota anche quelli che non si tirano mai indietro nel momento del bisogno e sono sempre pronti a dare una mano nelle necessità e che sono venuti solo per aiutare a terminare panettoni e pandolci e a svuotare le bottiglie.
Concludo con un ringraziamento a quelli di altre società che hanno voluto essere presenti, nobilitando l'ordine d'arrivo.
Se il Presidentissimo mi rinnoverà il contratto ci rivedremo con letterine e classifiche nel 2016, altrimenti ci vedremo nelle retrovie delle gare.
In ogni caso BUON ANNO!!!
Franco


24.12.15 - Letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
le mie precedenti richieste sono rimaste lettera morta (pardon, letterina mortina), forse perchè sono assurde o troppo stupide, o forse perchè ho sbagliato l'indirizzo, ma quando sono venuto a trovarti a casa tua a Rovaniemi, c'erano tante letterine di bambini con indirizzi molto fantasiosi, ma che essendo lì erano state recapitate ugualmente, o forse perchè preferisci essere chiamato Santa Klaus; in ogni caso ti riscrivo.
Comincio con un ringraziamento per la sparizione dell'Ovada in Sport, che infiniti addusse problemi ai Maratoneti; poi grazie che non abbiamo perso Diego da Arquata, ma anzi abbiamo arruolato grandi atleti, a cominciare dal pizzaiolo Corrado e proseguendo con Giuseppe, padre di Andrea, quest'ultimo pagato un occhio della testa, anzi con la cessione alla Cambiasso e Riso di due atleti del calibro di Alessandro ed Emilio, le cui gesta riecheggiano dalla Cina alla Valle d'Aosta, passando per Busalla, Sciarborasca, Cicagna e il Monte Moro.
Passo adesso alle richieste:

  • spianare la Bocchetta (qualcuno voleva spianare il Turchino, quindi non è troppo pretenzioso);
  • asfaltare il sentiero per il Diamante (come quasi tutte le crose di Genova);
  • darci una parola italiana per tradurre "trail" (escludendo circonlocuzioni tipo "tentativo, spesso fallito, di lasciarci la pelle");
  • legalizzare l'uso di pattini, ski-roll, e altri oggetti dotati di ruote nelle gare;
  • premiare partendo dall'ultimo (sarebbe anche evangelico);
  • non far partire la mia auto quando vado alle gare (perchè è l'Anno Santo della misericordia);
  • far rivivere gare perdute (la staffetta Bogliasco - La Spezia, la Maratonina di Varazze, etc.);
  • dotare il Raggio di sole un cronometro che arrivato a 3:29:59 si fermi da solo.
Direi che è tutto.
Dimenticavo: porta i miei auguri di felicità, gioia, serenità, e cose belle ai maratoneti, ai miei amici e a tutti i bravi bambini da 0 a 99 anni.
Franco
16.12.15 - Cena di Natale

Carissimi,
l'attesa per questo ormai consueto appuntamento prenatalizio era pienamente giustificata! Tanti atleti, tanta allegria, e buona cucina.
Atmosfera soffusa (qualche lampadina bruciata?), calice di prosecco di benvenuto, posate allineate al centro, insomma l'inizio era estremamente promettente. Tavola rotonda presidenziale, con il ritornante Marco, tavola rettangolare segretariale, con il ritornante Andrea, tavolata da 10 con il gruppo dei romaostiani, con appendice di tavolino delle tre grazie (ritardatarie) che cercavano disperatamente un quarto (novelle Diogene), ma se è vero che un uomo con due dame fa la figura del salame, figuratevi se qualcuno poteva accettare l'ingrato ruolo, oltretutto conoscendo la gelosia dell'unico marito del trio. Completavano la formazione il tavolo delle coppie levantina e ponentina e il tavolo delle stelle, Diego da Arquata, Supermarchet, Misscatto, Giodi e Buffy e il Macho.
A metà serata è venuto a trovarci il pizzaiolo Corrado, indiziato per la vittoria di quasi tutti i premi del prossimo anno, che ha subito legato con il campionissimo di Arquata. Tra i due si è stabilita una grande intesa e un notevole filing, basti dire che uno cercava di versare del lassativo nel bicchiere dell'altro, mentre l'altro ricambiava annodando i lacci delle scarpe dell'uno: quest'anno vedremo i fuochi d'artificio e non solo la sera di San Pietro!
A completamento della bella serata, non c'è stato il discorso del Presidentissimo.
Adesso aspettiamo di vedere le foto di Misscatto e dopo le abbuffate natalizie, Domenica 27 alle ore 10.00 ci ritroveremo per il consueto allenamento di gruppo competitivo al Monte Moro. Partenza dall'ex edicola e arrivo al termine della salita. Quota di iscrizione: un panettone, una bottiglia di spumante, un torrone, insomma qualcosa di "dietetico" che vi sia avanzato dal pranzo di Natale (vanno bene anche due mezzi pandolci, o mezzo pandoro e mezzo panforte).
Soprattutto ricordatevi: Non è una gara, è una guerra!
Ciao
Franco


13.12.15 - Staffetta 2 x 5.000

Carissimi,
ormai non mi fermo più! Dopo tre mesi di assenza dalle gare ecco che a soli tre giorni dall'amichevole e informale 10.000 di Natale mi sono nuovamente schierato con scarpette veloci e, udite, udite, pettorale! Premetto che sono stato molto contento che, nonostante l'assenza prolungata, molti mi abbiano riconosciuto, anche alcuni con i quali non avevo nemmeno debiti!
La gara ha questo nome da offerta speciale, ma ad un esame più attento si nota che se davvero lo fosse sarebbe "2 x 4.999", e del resto questo è un punto debole delle staffette, a meno che si sia pedanti e si scriva anche l'unità di misura, ma queste cose le lascio ai fisici, noi matematici ci fermiamo ai numeri.
Dopo una settimana di trattative serrate per la composizione delle squadre, come sempre eravamo "non la fermi certo tu la valanga gialloblu", Sandrina ha pescato la pagliuzza più corta e gli sono toccato io, mentre nel frattempo tutti gli altri si toccavano per lo scampato pericolo. Mancava ancora di scegliere il primo frazionista e il Presidentissimo mi ha gentilmente chiesto di essere il primo "in modo da non essere lui l'ultimo a dare il cambio" (poi ha aggiunto un po' di miele con frasi del tipo "ci aiutiamo", "tiriamo un po' per uno", etc.).
Alla partenza breve conciliabolo per i dettagli sulla sofisticata tattica di gara e raffinata strategia di corsa: io avrei fatto il possibile e Sandrina avrebbe provveduto a recuperare posizioni.
Percorso molto veloce, quanto meno guardando le prestazioni degli altri, ma anche il mio tempo non è stato male, infatti è stato alto (a differenza del sottoscritto) ma quando sono arrivato non avevano ancora smontato la postazione di arrivo e Sandrina non era coperta nemmeno troppo dalle ragnatele. La zona cambio era segnalata da un cartello con scritto CAMBIO e alcuni strani simboli: $, £, ¥.
Ottimo ristoro con the, biscotti, panettone e altro.
Unico rammarico: tanta fatica, per ritrovarci al punto di partenza! Ma questo si può dire di quasi tutte le gare.
Ciao
Franco


10.12.15 - 10.000 di Natale

Carissimi,
dopo circa un mese rieccomi a voi. Puntuale come le tasse, la morte (cfr. Vi presento Joe Black), gli uragani, gli alieni e altre disgrazie simili anche le letterine ritornano. Mi spiace per chi sperava che l’ormai pluriennale tormentone fosse terminato, ma come si dice “Le cose belle durano poco” e quindi ...
Ogni anno si contano sempre più presenze e sempre più ritiri, forse sarebbe il caso di rivedere la distanza ufficiale: portarla a 5000 metri? No, 5000 no! E allora quanto? 3000! No, 3000 no! E allora quanto? 1000! No, 1000 no! E allora quanto? Tutto il cucuzzaro!
D’altra parte il bello di questa giornata è proprio il concetto di libertà, fuori da tutti gli schemi. Ci si vede al campo, ma davvero la corsa è solo una scusa. Ognuno fa la distanza che vuole, al ritmo che vuole, in compagnia di chi vuole. Ma una domanda mi sorge spontanea: ma tutti quelli che vanno veloci (leggi “più veloci di me”) si rendono conto del disturbo che danno a chi lemme lemme percorre la prima corsia? Uno non può nemmeno chiacchierare in pace perchè deve pensare a non farsi stirare, ma perchè non corrono in sesta che è bella vuota?
Terminato il dovere, è cominciato il piacere. Una bella doccia calda, una fetta di panettone, un calice di Boemia di Martini fresco al punto giusto (va be’, era un bicchiere di plastica, ma era davvero di Martini).
Programmi per il 2016, con ampio spettro, dal minimo per essere convocati per Rio, al massimo per non essere esclusi dall’ordine di arrivo della Mezza di Genova.
Poi saluti, baci, abbracci.
Ciao
Franco


12.11.15 - Casa, dolce casa!

Carissimi,
la Spagna è bella, per carità, Alicante, non ne parliamo, i colleghi, fantastici! Ma Genova è Genova!
Ma dove la trovate una città dove le montagne sono attaccate al mare, dove per andare da Principe a Quezzi o ci mettete due ore con i mezzi pubblici o date via un mese di stipendio per andare in taxi, risparmiando però circa 20 minuti.
Sono tornato a spignattare per poter mangiare qualcosa di caldo (e stendiamo un velo pietoso sul lavaggio dei piatti). Riesco a parlare un italiano accettabile dopo un mese di spagnolo (ormai si va a comer, si espera il tren, e si busca un aseo). Non ho ancora infilato la chiave nel cruscotto dell'auto, quindi non posso dirvi se so ancora guidare. E ultimo ma non ultimo (pessima traduzione di last but not least) sono tornato a correre in Valbisagno, rischiando frontali con gli scooter e riempiendo i polmoni di smog (dopo un mese di viali alberati temevo che l'ossigeno accumulato avesse prodotto danni irreversibili).
Ovviamente il ritorno ha anche degli aspetti negativi, ma non voglio tormentarvi, mi sembrerebbe di rovinarvi la gioia per il mio rientro. Purtroppo il comitato di benvenuto non è stato informato che arrivavo a Malpensa e poi a Genova col treno, per cui circa 3 milioni di persone hanno, inutilmente, affollato l'aeroporto per tutta la giornata, risanando però il bilancio di Genova Parcheggi e dei bar dell'aerostazione.
Ciao
Franco


08.11.15 - "Cuarta" letterina da Alicante

Carissimi,
stasera i telegiornali spagnoli hanno aperto con la notizia della vittoria di Jorge Lorenzo nella MotoGP (ovvio), ma la seconda notizia è stata "Vamos a conectarse con Castellazzo Bormida ...". Ebbene si, grazie al nostro grandissimo Diego da Arquata ormai abbiamo superato i confini nazionali, non solo le Alpi, ma anche i Pirenei!
Giunto ormai alla fine del mio soggiorno iberico parlo spagnolo benissimo (sono anche su Youtube). Quando chiacchiero con i miei colleghi (amici?) in spagnolo la loro ribattuta è sempre coerente con quello che ho detto, segno che mi esprimo e comprendo bene. E' vero che ad essere pignoli si potrebbe dire la stessa cosa per una chiacchierata con un finlandese: io dico una cosa a caso, visto che non conosco la lingua, tranne "ravintola", ristorante e "yksi", uno (la mia passione per la matematica viene sempre fuori), lui risponde qualcosa, anche in funzione di quanto è educato, che io non capisco, ma nessuno mi vieta di dire che ho capito e che era coerente. Potrei anche scrivere in spagnolo (vedi la prima parola del titolo che non è dovuta ad uno scambio tra "q" e "c") ma non vorrei finire su "Nunca escribir Espanol" sia per causa mia, sia per colpa della tastiera (ad esempio manca la "n" con la tilde per scrivere correttamente Espanol, e poi il punto interrogativo rovesciato, etc.). Insomma i podisti iberici possono dormire sonni tranquilli che non riceveranno le mie "cartitas", a differenza di voi fortunelli, almeno per un po'.
Sono prossimo a reimpacchettare tutto e infilarlo nella valigia, con la speranza che questa volta gradisca seguirmi nei miei stessi voli, per poi tornare a sbuffare a Villa Gentile, alle riunioni imbriccate sopra Pontecarrega, o nei locali di Vernazzola (quest'ultime rese complesse dalla fatica di tirar fuori le parole di bocca al nostro taciturno Presidentissimo). Ah, dimenticavo che mi sollazzerò sulla A7 tra TIR incolonnati all'andata e le curve dei Giovi al ritorno (che noi chiamiamo "tornanti" appunto perché li affrontiamo tornando, mentre i milanesi che vengono al mare di Liguria li chiamano "andanti") per guadagnarmi il pane in quel di Alessandria.
E nella valigia porterò con me un po' di riso, un po' di vento, un po' di pesce, le cene con i colleghi, le corse, insomma qualcosa di quello che ho fatto e che ha migliorato il mio soggiorno e la mia persona ... fine della puntata odierna di "La filosofia a portata di mano".
Se a qualcuno interessa Giovedi 12 sarò a Villa Gentile, ma non so a che ora! Voi, per prudenza, passate l'intera giornata altrove, o se morite dalla voglia di rivedermi allenatevi dalle 8.00 alle 20.00: non potrà che farvi bene!
Ciao
Franco


01.11.15 - Terz(er)a letterina da Alicante

Carissimi,
mese nuovo e quindi ... boh non so, letterina nuova? letterina punto e basta? letteraio vecchio? Fate voi.
Per risparmiare spazio in valigia ho portato solo lo shampo, e quindi lo uso anche per fare il bucato (che vuol dire lavare la roba per correre, qualche maglietta e poco altro). A volte le conseguenze inattese sono invece stupefacenti. Ad esempio poiché lo shampo è antiforfora non rilevo nessuna traccia di forfora sui calzini, ed essendo alla mela verde quando indosso una maglietta fresca di bucato mi sembra di essere in Val di Non invece che in Spagna. A scanso equivoci, ho anche il dentifricio perché l'idea di lavarmi i denti con lo shampo non mi attrae molto così come l'idea di lavarmi i capelli col dentifricio.
Pur essendoci altri pazzi che si avventurano in calzoncini e scarpette per le strade della città, ci sono delle incompatibilità di orario e/o di percorso per cui sono sempre solo, fatta eccezione per autobus e auto che mi tengono compagnia facendomi sentire il suono dei loro avvisatori acustici. Quello che ho notato di positivo è che ho degli ottimi riflessi ad evitare le auto che si fermano improvvisamente perché qui in Spagna giudicano disdicevole investire un pedone che attraversa sulle strisce e si fermano se esiste anche solo una remota possibilità che questo avvenga; probabilmente questo atteggiamento irresponsabile nei confronti di chi segue è dovuto all'alto costo dell'eliminazione delle tracce del sangue e dei brandelli di carne dalle carrozzerie e dall'asfalto.
Molte strade hanno la pista ciclabile, a volte una per ciascun senso di marcia, a volte una sola per entrambi i sensi e questo mi permette di correre fuori dalla sede stradale, non come nei Paesi Bassi dove le piste ciclabili sono riservate esclusivamente ai ciclisti, grazie anche ad una convenzione per cui è gratuito eliminare i residui di podista dalla bici, o a Parigi dove i numerosi utenti dei Velib (le biciclette a noleggio) non gradiscono la presenza dei podisti e inviano messaggi subliminali, evitandoli all'ultimo secondo. Se qualcuno si chiedesse perché non vado sui marciapiedi rispondo che 1) non sono abituato e non vorrei che ci fossero effetti collaterali imprevisti 2) sono quasi tutti piastrellati come Corso Italia (a Genova) e non ho voglia di rimetterci i talloni.
Purtroppo il paese è piccolo, e sebbene non mi importi molto dei mormorii della gente, mi importa che qualsiasi percorso faccia dopo poco mi ritrovo al punto di partenza; più o meno è come correre dentro Villa Gentile: un po' in prima, un po' in sesta, un po' il giro esterno, ma tant'è ben presto ti ritrovi dov'eri. Ci sarebbe la possibilità di andare su strade extraurbane, se non fosse che sono tutte a 4 corsie e con automobilisti che si autoimpongono un limite minimo di velocità di cento Km/h. Inoltre è praticamente tutto in piano; oggi ho chiesto se qui in giro ci fossero strade in salita, sfoggiando la mia abilità nel non confondermi tra "salida" e "subida", e mi hanno spedito in un sobborgo a circa tre Km dove ho trovato una strada al cui confronto il tratto finale di Corso Italia verso Boccadasse sembra un Vertical Kilometer; quindi cari cestinatori di mail indesiderate, approfittate di questo momento per battermi sulle salite perché in seguito ... be' intanto potrei allenarmi, le salite a Genova non mancano di certo, e poi non avrò più i miei anfitrioni che mi ingozzano di "arroz" e di "pescado", per cui potrei risultare più leggero e quindi più veloce.
Ciao
Franco


27.10.15 - Seconda letterina da Alicante

Carissimi,
oggi ho girato la boa del mio soggiorno spagnolo. Quindi manca poco al mio ritorno e devo dire che mi mancano i miei compagnucci/e di allenamento, quelli gentili che fingono di andare più piano di me per farmi sentire meno peggio di quello che sono. Mi piacerebbe annoverare in questo gruppo anche la mia bilancia, se solo si degnasse di segnare un po' meno (un Kg? due Kg?). E poi mi manca la signorina maestra che mi faceva fare stretching con criterio e con ottimi risultati. E mi manca l'incertezza sulla doccia a Villa Gentile: funziona o non funziona? Questo è il problema: se sia più nobile sopportare gli strali dell'iniqua acqua gelata, o prender l'armi (e i bagagli) e far la doccia a casa. Insaponarsi, sciacquarsi, nulla di più. Chissà se esistono boccette di shampo a forma di teschio?
Comunque se sul fronte corsa, le cose vanno bene (ho anche fatto un giro sotto i 15 minuti, ma purtroppo non conosco la lunghezza del medesimo), sul fronte cibo vanno alla grandissima, anzi di più. Qui il piatto forte è il riso (arroz) fatto in molteplici modi: al forno (horno), nel tegame di ferro (paella), con uova e pane (en costra), con l'astice (bogavante) e poi la mandorle (almendras), il pan de Calatrava (che non è talmente complicato che bisogna essere un architetto), il bianco di uva moscatella (Marina Alta).
Poi c'è il fronte lavoro, ma questa è un'altra storia.
Ciao
Franco


22.10.15 - Prima letterina da Alicante

Carissimi,
sono passati 10 giorni dal mio arrivo nella terra di Don Chisciotte (o Quijote) e dei Re Cattolici (quelli che per levarsi Colombo dai piedi gli diedero tre caravelle, un po' come si fa con i bambini petulanti a cui si danno le caramelle). Comincio con un grazie ai miei anfitrioni che sono come sempre gentilissimi: mi scarrozzano, mi riempiono come un tacchino e rendono il lavoro quanto mai piacevole (loro non leggeranno queste righe ma mi sentivo in dovere di dirlo, anzi a maggior ragione perché così non suona come una sviolinata).
C'è stato qualche contrasto con la mia valigia che invece di seguirmi fedelmente prendendo i miei stessi aerei ha unilateralmente deciso di imbarcarsi verso destinazioni a me ignote, salvo poi pentirsene un paio di giorni dopo e tornare docilmente dal suo legittimo proprietario. Il tutto ha avuto il risvolto positivo che ho imparato quante cose inutili si mettono in valigia! Forse, non solo la valigia, ma anche la vita è piena di cose di cui si potrebbe fare a meno, che però prendono il posto di altre cose che sarebbero più importanti! Affezionati cestinatori di mail indesiderate, chiudo qui questa puntata di "La filosofia a portata di mano" e riprendo il discorso corsa.
Anche sotto questo aspetto ho avuto il problemino che le scarpette e altri accessori indispensabili, come la bandana o la fascia del cardiofrequenzimetro, erano nella valigia, ma dopo il ricongiungimento mi sono scatenato. Gli inizi sono stati caratterizzati da prestazioni che hanno sollevato dubbi a non finire sulla mia condizione fisica. A titolo di esempio le prime due volte sono uscito per fare un'oretta ma nonostante un maggiore impegno nella seconda uscita, entrambe le volte ho impiegato 60 minuti. Mistero! Comunque le mie prestazioni migliorano, al punto che adesso ogni volta impiego meno tempo, pur variando il percorso. Nel campus c'è una bellissima pista di atletica, oltre a campi di hockey, calcio, basket, palestra, piscina (qui hanno la strana abitudine di pensare che università e sedentarietà siano due cose diverse, sebbene facciano rima, oltre al fatto che le persone non si muovano in auto sgonfiabili, per cui il campus ha posteggi in numero più che sufficiente), per cui ogni tanto faccio un giretto e mi sento quasi a Villa Gentile; il quasi è dovuto al fatto che ci sono 8 corsie (i soliti esagerati).
Altre note riguardano gli orari, che non coincidono con quelli italiani. Ad esempio a Genova verso le 19.30, massimo le 20.00 ho già terminato la cena, mentre qui devo aspettare almeno un'ora in più per andare al ristorante con la speranza che mi diano qualcosa da sgranocchiare. Di conseguenza anche l'ora di nanna si sposta in avanti.
C'è però qualcosa che mi fa sentire a casa. Ad esempio in camera ho la rete internet, oltre alla rete del letto, però il tavolo inamovibile (attaccato alla parete) sporge dalla parete più della lunghezza del cavetto e la presa (inamovibile anch'essa) è sotto il tavolo al centro (il computer finisce sotto il tavolo, in pieno stile Monica Lewinski); altro esempio, nella mensa universitaria i ripiani per riporre i vassoi distano esattamente quanto l'altezza dei bicchieri, per cui aggiungendo lo spessore del vassoio non è possibile riporre lo stesso con il bicchiere (ovviamente si può reclinare il bicchiere, bagnando però il vassoio se il bicchiere non è completamente vuoto). Infine l'università ha una Nespresso a disposizione di tutti, basta comprare le capsule, ma in città non ci sono Boutique Nespresso e nemmeno George Clooney (peccato per le fanciulle) che sicuramente ne ha almeno un paio in tasca.
Ciao
Franco


11.10.15 - Ciao!

Carissimi,
questa letterina è dedicata soprattutto a quei pochi che non sanno che me ne andrò per 30 giorni in quel di Alicante, Comunitat Valenciana, Spagna. Lo scopo è duplice: non farli sentire emarginati dalla vita societaria e non renderli oggetto dell'invidia, nonchè di possibili ritorsioni, da parte di quelli a cui ho sfrantumato la testa (si vede che ci sono anche le lettrici oltre che i lettori?) sulla mia partenza.
Torniamo ai saluti. Cosa cambia con la mia partenza? Praticamente nulla! Quest'anno ho mandato pochissime letterine (dal mio punto di vista di mittente, salvo che dal punto di vista dei destinatari potrebbero essere anche troppe), conseguenza dell'aver fatto solo una quindicina di gare. Quindi la mia assenza non influirà sulle prestazioni quantitative della società, uniformandosi alla mia influenza su quelle qualitative, carenti da parecchi anni. La mia assenza non allungherà le code alle docce di Villa Gentile, visto che da quando sono a pagamento la fila scorre velocissima e quando sono guaste la coda non c'è. Forse potrebbe migliorare le giornate dei cestinatori di mail indesiderate, che non dovranno preoccuparsi, almeno per un po', di spostare le mie letterine nell'apposita cartellina? Errore! Ad Alicante avrò accesso alla posta!
E poi, in fin dei conti, un mese passa in fretta! (Spero)
Mi mancherete? Vi mancherò? Ai poster l'ardua sentenza! Se si staccano dal muro si, altrimenti no.
In ogni caso ...
Ciao
Franco


19.09.15 - 10000 di Novi

Carissimi,
finalmente ritorno a letterare! In realtà, col senno di poi sarebbe stato meglio non andare a Novi e quindi non scrivere, ma tutto sommato è andata bene anche così.
Ho assistito ad una bella terza batteria, con grandi protagonisti, tra i quali non ultimi (infatti sono arrivati quarto e quinto) Fra e Ste. Il primo ha addirittura fatto il personal best, mancando di un soffio il muro dei 37 minuti. Poi le cose tra me e il Presidentissimo sono tornate al loro ordine naturale: infatti mi ha doppiato quando mancavano ancora un paio di Km alla fine (mia, oltre che della gara). E poi mi ha veramente commosso la Rita che mi ha incoraggiato giro su giro, mentre ammetto che se io fossi stato al suo posto mi sarei vergognato di far capire che conoscevo uno che andava così piano, magari giocando sull'anonimato di un completino grigio. Un grazie anche a Fabrizio e agli atleti della seconda batteria che hanno pazientemente atteso il mio arrivo, forse per avere un po' più di fresco, e agli addetti allo spugnaggio-beveraggio, a cui devo un guadagno di almeno 5 minuti. Last but not least, i cioccolatini del ristoro.
Ovviamente c'è anche qualche nota negativa. Ad esempio è stato il peggior diecimila della mia vita, e non solo per il pessimo tempo (ho anche dimenticato l'accappatoio). Ma mi rifarò, ad esempio il letto.
Ciao
Franco


23.08.15 - Giro dei Calanchi

Carissimi,
dopo oltre un mese torno a far girare le scarpette in gara e puntualmente sono a rendicontarvi quello che è accaduto.
La qualità dell'organizzazione, la bellezza del percorso e qualche altra combinazione favorevole (ad esempio il tempo) hanno fatto convergere numerosi podisti nella terra di Fausto e Serse Coppi, per una corsa che ha inusuali risvolti paesaggistici nei calanchi da cui prende il nome.
Per me era anche l'occasione di correre con lo Zar, col quale ci siamo fatti buona compagnia sia durante la gara che nel dopo gara, andando in quel di Gavazzana a casa del Sindaco non solo per il pasta-party ma anche per l'antipasto-party, il secondo-party, e il dessert-party.
Per la prima volta la nostra Misscatto mi ha immortalato non solo nella fase di riscaldamento ma anche nel momento in cui tagliavo il traguardo.
Per concludere, alcuni versi che sono il naturale complemento di quelli dello scorso anno (vedi qui).
Di tornar qui mi son preso la briga
perchè questa è una gara che mi intriga
e vorrei metter tutti gli altri in riga,
se non verrò colpito dalla sfiga,
che chi troppo vuole poi castiga,
e non finisca sull'autolettiga.
C'è un'aria antica: molti con la biga,
qualcuno addirittura la quadriga
e persino qualcuno con l'auriga.
Il percorso seguiva in falsariga
quello solito: giù fino alla diga,
che è molto utile a chi i campi irriga,
o a chi un'azienda agricola diriga,
per coltivare la preziosa spiga.
Spero che l'ordine d'arrivo si rediga,
e sulle scorciatoie non si transiga;
Vedrò le foto di migliaia di giga
e penserò alla miss, gran pezzo di ...
... ragazza? NO!
... figliola? NO!
Uffa! Come l'anno scorso mi manca l'ultima rima!
Va be' ...
Ciao
Franco


16.07.15 – Giro del Centro storico di Arquata

Carissimi,
ieri siamo andati a casa del grande Diego da Arquata per una corsa che attira molti nomi altisonanti: Ermengarda, Ildebrando, Eustorgio, etc.
Dopo il doveroso pellegrinaggio alla casa del primo cittadino di Arquata (non il sindaco, il nostro campionissimo!) ci siamo ritrovati in Piazza della Libertà e qui mi tocca una breve digressione personale. Messo in allarme dal Presidentissimo sulle difficoltà di posteggio, appena imboccata Via Roma mi sono messo nel primo posteggio libero, situato altrove rispetto alla suddetta piazza, al quale seguivano posteggi liberi in grado di ospitare le auto degli spettatori della finale della coppa del mondo; nella ricerca della piazza ho chiesto ad una gentile signora che ha confessato di non sapere dell’esistenza in Arquata di una piazza con tale nome, pur essendo arquatese (confessione per confessione, mi sono preoccupato un po’).
Raggiunta la fatidica piazza, ho ritirato pettorale e pacco gara contenuto in una splendida borsa gialloblu, doveroso omaggio alla nostra gloriosa società, che oltre a portare numerose decine di atleti (eravamo oltre trenta), ha fornito, grazie alla mediazione della sorese Gina, il pesto e le trofie della Novella per il pasta-party (perchè non si chiama pasta-arrivy visto che lo mettono sempre alla fine?).
Poi è iniziata la caccia alle informazioni sul percorso. Prima hanno detto due giri, poi un giro solo, poi tre e io mi sono preparato a fare un terzo giro alla grande, con l’obiettivo minimo di vincere la gara: mi sono risparmiato per niente, erano solo due giri! Comunque sono riuscito a stare sotto l’ora, che è sempre un ottimo risultato.
Dopo la trofiata, accompagnata da commenti sul ritorno dei tentativi di record della Bocchetta che si svolgeranno all’alba per impedire di poter concludere con una pizza (ma c’è sempre l’alternativa di brioche e cappuccino, oppure aspettare che anche il sottoscritto arrivi in cima) mi sono avviato verso casa, col sottofondo musicale dei Concerti Brandeburghesi di Bach (ma perchè ha smesso di fare il musicista e si è messo a fare il fioraio? Era così bravo ...), poi nanna e stamane eccomi qui a rendicontarvi.
Ciao
Franco


05.07.15 - Memorial "Federico Queirolo"

Carissimi,
sono 10 anni che Federico ci ha lasciato ed è molto bello vedere che molti si ricordano di lui, della sua simpatia, della sua modestia, in particolare gli amici della Cambiasso e Riso che gli dedicano ogni anno una gara, che per il decennale si è spostata da Ferrada di Moconesi ad Apparizione.
Il nuovo percorso è più corto, meno impegnativo e decisamente più facile da raggiungere a parte qualche problemino di posteggio su ad Apparizione che si sconta o arrivando alle 7 oppure scarpinando per via del Chiapparo (la terza via sarebbe dotarsi di scooter).
La giornata calda ha reso la corsa un po' più faticosa, ma gli organizzatori hanno detto che per il futuro doteranno il percorso di un impianto di climatizzazione che risolverà tutti i problemi. Ottima anche la logistica, con deposito borse alla partenza, un microristoro (acqua) poco dopo l'arrivo, corsetta defatigante di circa 4 Km fino alla partenza e poi grande ristoro, con tutti i crismi.
Ottimi anche i "birilli umani" sul tratto a doppio senso, per evitare scontri tra podisti impegnati e non sufficientemente lucidi da evitarsi a vicenda.
Ciao
Franco


03.07.15 - Apericena

Carissimi,
anche oggi il resoconto è dedicato non ad una corsa ma ad un avvenimento di socializzazione. Non mi dilungherò sull'importanza dei rapporti umani tra i soci e con le ragazze e i ragazzi delle altre società genovesi, ma dirò che i primi creano quell'affiatamento per cui è più facile assestare una gomitata al plesso durante uno sprint per il 107-esimo posto e i secondi permettono di criticare più facilmente gli aspetti negativi in casa d'altri (la pagliuzza) senza doversi occupare dei propri (la trave).
Una sessantina i presenti (molti più che a qualche garetta dei dintorni) tra cui brillavano il supercampione sociale Diego da Arquata, con la sua Cinzia da Serravalle, un lontano parente del Sindaco di Genova (sempre presente quando c'è da mettere su qualche chilo e un po' latitante quando c'è da buttarlo giù) e ovviamente lui, il Presidentissimo. Tra gli ospiti, una parola per il Presidente della Cambiasso e Riso, accompagnato dalla gentile (e veloce) signora e poi i numerosi Peraltini.
Splendide alcune ragazze in abito da sera, ma anche quelle in altri abiti non erano assolutamente da meno.
Momenti di panico quando all'inizio il tavolo del buffet spiccava con la sua bella tovaglia bianca occupata da alcuni bicchieri e piatti di plastica e alcuni tovagliolini di carta, ma nulla da bere o da mangiare: insomma un'apericena MOLTO dietetica (anche troppo). Ma poi piano piano la tovaglia si è popolata di vassoi, ciotole, scodelle contenenti pizza, salatini, sangrilla (con mele chiodate), succo di frutta, prosecco e birra in ghiaccio.
Il gruppo si è frazionato in sottogruppetti variabili (nel senso che ci si spostava dall'uno all'altro) tra cui risaltava quello che attorniava Fra e il suo indovinello su carcerati e lampadine (era l'unico gruppo silenzioso, se si eccettua il rumore delle sinapsi dei cervelli impegnati a trovare una non facile soluzione). Per la verità anche Paolo aveva promesso uno show ma a causa della mancanza del figlio, in onore della cui promozione doveva sbronzarsi (è quasi astemio), lo spettacolo è stato rinviato.
Quando tutto sembrava finito, sono arrivate le patatine, le torte salate e i rinforzi di birra.
Insomma, la serata è stata un successo, anche perché nessuno è finito in mare vestito!
Ciao
Franco


26.06.15 - Per...correndo il centro storico

Carissimi,
l'esordio di oggi è un omaggio allo spirito di Giuliano; dopo la Marcia della Città di Chiavari avevo lodato il "preziosissimo the di Chiavari, una rarità per intenditori" e il buon Giuliano mi ha preparato una bottiglia di The di Chiavari 2015 millesimato.
La gara è, come al solito, ben organizzata, percorso veloce, bel ristoro finale che veniva "aggiornato" al termine di ciascuna delle tre batterie, bello anche lo zainetto che fa pendant con il borsello della marcia di Maggio.
Ma le novità sono state nel dopogara, al momento della meritatissima pizza. Infatti, dopo molti anni abbiamo deciso di provare un'emozione nuova: cenare con i camerieri che ci trattavano con cortesia e gentilezza! E' stata una sensazione particolare chiedere una variazione agli ingredienti della pizza e non sentirsi uno zotico che non è in grado di cogliere il fine accostamento dei sapori accuratamente selezionati dallo chef-pizzaiolo, oppure chiedere una seconda birra e non ricevere uno sguardo di disapprovazione per il fatto di essere un alcolizzato all'ultimo stadio. Ovviamente c'è stata anche qualche nota negativa, ad esempio la distanza dei posti consentiva di mangiare a gomiti larghi, contravvenendo il galateo che raccomanda di tenere le braccia attaccate al busto. E come logica conseguenza, una tavolata lunga dove diventava difficile parlare con chi era ai posti non strettamente adiacenti. Ma nel complesso è andata bene.
Domenica 5 Luglio tutti ad Apparizione per ricordare Federico.
Ciao
Franco


10.06.15 - Insegui il tempo

Carissimi,
il nome della gara lascia presumere che ci si schieri per fare un record, mondiale, nazionale, o almeno personale! Io mi chiamo fuori dalle prime due categorie e sono andato a rivedere il mio personal best sui 5.000 che risale ad una decina di Kg. fa ed inizia per 18 minuti, finendo per 39 secondi. Questo mi ha fatto partire estremamente rilassato, essendo conscio di non avere alcuna possibilità di migliorarmi nemmeno se i giudici mi fermassero per errore con qualche giro di anticipo (magari se si sbagliassero di una decina di giri forse ...). Poi il lampo di genio! E' il primo 5.000 dell'anno, quindi posso tentare il season best, che in fin dei conti richiede solo di tagliare il traguardo, senza farsi asfaltare (o tartanare?) da quegli scatenati (o scriteriati) che dopo poco più di una quindicina di minuti dal via sono già a sorseggiare il the, mentre io sarò ancora impegnato a negoziare con i giudici che mi lascino terminare i miei dodici giri e mezzo, per i quali ho anche versato regolare quota di iscrizione.
D'altra parte il 10 giugno 1907 partiva la Pechino-Parigi che avrebbe visto il trionfo dell'Itala con a bordo il Principe Scipione Borghese, Ettore Guizzardi e l'inviato speciale del Corriere della Sera, Luigi Barzini; loro ci hanno impiegato due mesi (sono arrivati il 10 agosto) io dopo nemmeno due ore sono già a rendicontarvi!
Si parte con mezz'ora di ritardo perchè ci sono due batterie e io finisco in quella degli over 50 (dovrei essere quasi contento) ma forse sarebbe meglio chiamarla quella gialloblu, visto che su una ventina di partecipanti più dell'ottanta per cento è dei nostri. Nell'altra c'erano Diego da Arquata, Flavio Fumetto Giapponesello e Mario Maschio, accompagnato in tribuna dalla sorella Maria Femmina.
Mi allineo in ultima fila, tenendo d'occhio il Presidentissimo. So che mi batterà, ma chissà ... alla Valbisagno è stato attardato dalla Supermarchet e stasera ... Tra l'altro le rare donne hanno corso nell'altra batteria, per cui non posso nemmeno sperare nella sua innata "devozione" al gentil sesso. Al primo passaggio sono buon ultimo, e così sono certo che nessuno mi supererà prima della fine.
Il tifo sulle tribune è infernale e sospinge gli atleti verso ritmi impensabili; Anna si prodiga a fornire acqua, perchè anche se sono passate le 22 il caldo è tremendo. Incomincio a contare i doppiaggi, ma ben presto perdo il conto. Però chiudo con la soddisfazione che nessuno mi ha doppiato più di due volte (i forti erano nell'altra batteria) e soprattutto di aver impiegato meno della metà dei secondi di Diego da Arquata, mentre di minuti me ne sono serviti nemmeno una volta e mezza i suoi.
Ciao
Franco


06.06.15 - Traversata della Valbisagno

Carissimi,
Su quarantatre edizioni della Valbisagno,
Ne ho fatte ventisei e non mi lagno:
Una volta avevo male ad un calcagno,
Un'altra volta mi aveva morso un ragno,
Ma in generale con gli atleti mi accompagno.
Qualcuno arriva dopo la chiusura dello scagno,
Mentre si parte per la caccia al bagno.
Alla partenza c'è chi ha l'occhio un po' grifagno,
Qualche neofita con le braghe di fustagno,
E qualcuno che indossa zoccoli in castagno;
E c'è chi manca perchè un po' taccagno.
Questa volta c'era davvero un caldo magno
E si rischiava di morire dal ristagno:
Pensate, mi sarei bagnato in uno stagno
E non è sufficiente il fresco del rigagno.
Ma l'allegria è sempre un gran guadagno,
E c'è chi di premi si riempie un cavagno.
Ciao
Franco


17.05.15 - Marcia della Città di Chiavari

Carissimi,
mi scuso in anticipo con chi ha interesse solo per il podismo e simili ma questa letterina contiene anche aspetti altamente scientifici, che per quanto riferiti alla corsa, potrebbero risultare al di fuori delle vostre attese, ma non posso ometterli e leggendoli spero che capiate e magari approviate anche.
L'inizio è al solito sportivo.
Grande successo della preiscrizione online, che però forse ha ridotto un po' più del previsto gli introiti, per cui per limitare gli effetti nelle prossime edizioni gli organizzatori hanno inserito nella lunga coda dei preiscritti anche numerosi atleti che ad arte rallentavano la fila dando nomi imprecisi o pagando con 800 monetine da un centesimo oltre ad alcuni chiavaresi in borghese (ne avevo uno grande e grosso al mio fianco), giusto per far sì che il prossimo anno qualcuno in più scegliesse l'iscrizione al momento e la relativa coda assolutamente inesistente. La gara è molto sentita dalla popolazione locale, come testimoniato dai numerosi cittadini che ci hanno applaudito sul percorso, sia sul lungomare, che sulla passeggiata lungo l'Entella, ma il massimo è stato raggiunto prima dell'inizio della salita (un viatico?), quando alle grida di incoraggiamento si sono aggiunti i clacson festanti degli automobilisti. Poi è iniziato il dramma. La salita verso Leivi, inondata di sole, ha decimato le risorse idriche degli atleti, seccando labbra, bocca, lingua, gola, trachea e quant'altro (per i dettagli rivolgetevi al Dott. Bacigalupo che ha fissato per domani sera una lezione di anatomia in cui illustrerà tutti i componenti dell'apparato respiratorio, ingresso libero, uscita non si sa). Fortunatamente, come spesso accade, alla salita è seguita la discesa, con un'altra salitina e un'altra discesina e poi, dopo un breve rettilineo, si è materializzato l'obiettivo della mia giornata: il ristoro finale! Quest'anno oltre a focaccia, dolci e biscotti, al preziosissimo the di Chiavari, una rarità per intenditori, che due gentili signore centellinavano versandolo goccia a goccia nei bicchieri, c'è stata la sorpresa di giornata: l'uovo di cioccolato col wafer, in versione fondente e al latte (tranquilli ne ho lasciato anche per quei pochi che sono arrivati dopo di me!).
Ma veniamo alla parte scientifica.
Il Presidentissimo e lo scrivente hanno deciso di offrirsi come cavie di un esperimento volto ad appurare se sia meglio presentarsi in gara dopo una serie di competizioni, quindi con muscoli caldi ma affaticati, o dopo una settimana di riposo assoluto, quindi con i muscoli freddi ma ben rilassati. Ovviamente, fedeli ai ruoli assegnatici, il Presidentissimo ha accettato di partecipare alla Varazze di sera e al Trofeo Persi, forzando la sua naturale ritrosia ad esibirsi in gara, mentre il sottoscritto ha rinunciato per sei giorni alle quotidiane doppie sedute di allenamento. Dopo la prima verifica, la strategia del riposo sembrerebbe vincente, ma ci saranno altre prove e controprove. Vi terremo aggiornati.
Domenica prossima c'è la 12 per un'ora. Ricordo ai nostri soci, ma non solo, le classiche torte per il ristoro e la preparazione del sabato, dalle 10.00 a fine lavori (più siamo, prima finiamo).
Ciao
Franco


16.05.15 - Stage a Villa Gentile (Parte II)

Carissimi,
seconda giornata di stage a Villa Gentile, sempre sotto le grinf ... pardon sotto la capace guida di Sauro.
Se la settimana scorsa avevo inviato, in modo più o meno esplicito, qualche pensiero non proprio gentile al nostro istruttore, questa volta devo, anzi voglio, assolutamente iniziare con grandi lodi sull'utilità degli esercizi da lui proposti. Infatti, dopo i muscoli doloranti della settimana scorsa, questa volta, almeno in questo momento, non sento né dolori, né affaticamenti di alcun genere: è bastato mettere a frutto l'esperienza fatta e presentarmi "in borghese" per fare solo l'osservatore.
L'idea è stata buona, ma forse avrei potuto farne anche a meno perchè Sauro ha portato in campo due strumenti che mi avrebbero facilitato notevolmente: le cavigliere e gli ostacoli. le prime (due Kg di sovrappeso) avrebbero avuto, almeno credo, l'effetto di rendermi impossibili esercizi che altrimenti mi avrebbero richiesto molta fatica, mentre i secondi mi avrebbero reso impossibile proseguire la seduta dopo essermi sfracellato di faccia in terra.
Ma veniamo agli essercizi odierni, soprattutto alle new entry. Comniciamo da alcuni esercizi per i glutei che mi avrebbero permeso di passare un'altra domenica in piedi; poi passiamo ad andature varie in avanti, all'indietro, di lato, dall'altro lato, che avrebbero reso i miei piedi molto più forti, permettendomi di affrontare al meglio la domenica in piedi di cui sopra; è stata poi la volta degli skip e delle calciate, per i quali sarebbe stata necessaria una capacità di coordinazione decisamente superiore alla mia, ma che Sauro mi ha caldamente consigliato di fare, anche in sua assenza. E finalmente la chicca di giornata: gli addominali! Tanti esercizi che avrebbero disturbato non poco la mia tartaruga addominale che da sempre sonnecchia nel suo nido di adipe: sono contento per lei di non avere interrotto il suo riposo!
Concludo facendo mio un commento del verniciaio: mentre noi fatichiamo con gli esercizi, quelli che non li fanno sono in pista che vanno come schegge (il riferimento era al nostro esperto di cuori sofferenti).
Ciao
Franco


09.05.15 - Stage a Villa Gentile (Parte I)

Carissimi,
stamattina Villa Gentile ha ospitato la prima giornata della seconda edizione dello stage di esercizi curati dal grande Sauro, istruttore Fidal, dove io ho svolto il mio solito ruolo di distruttore Dibal.
Ma prima del resoconto vi informo che ho risolto un annoso dubbio che mi affliggeva da tempo: perchè le diete per gli sportivi non prevedono una cena pregara a base di farinata, calamari ripieni, dolce al cioccolato ricoperto di crema al cioccolato e granella di noci con accompagnamento di vino bianco frizzante? Allora con lo spirito sperimentale che mi contraddistingue ieri sera ho provato la dieta suddetta. Da oggi sposo in pieno l'opinione di chi non la consiglia!
Sullo slancio dell'entusiasmo per il problema risolto, passo a rendicontarvi gli esercizi proposti da Sauro, affinchè possiate comprendere cosa vi siete persi. Ad esempio voi sapete esattamente quanti muscoli ci sono nel corpo umano? Io sì, perchè mi fanno male tutti.
Abbiamo cominciato con un semplice esercizio in cui bisognava toccare la punta della scarpa con la punta delle dita, un esercizio estremamente facile che Sauro è riuscito a rendere difficile prima chiedendoci di toccare le proprie scarpe e non quelle degli altri, poi vietando di togliere le scarpe e infine imponendo di tenere la gamba rigida. Poi vari esercizi di mobilità in cui abbiamo fatto oscillare gli arti inferiori, che sono utilissimi nel caso vi si rompesse il pendolo di casa e voleste rimpiazzarlo. Poi esercizi per rassodare i glutei che ho trovato estremamente necessari, da quando mi hanno classificato nella graduatoria femminile nella Mezza di Genova. Quindi siamo passati alle andature: salto di ostacoli invisibili (così è più difficile abbatterli), rullate (daie de tacco, daie de punta), passetti con rotazioni del busto (avete presente gli ippopotami nella "Danza delle ore" del film Fantasia?), gli affondi (stile Valentina Vezzali).
L'unica nota triste è stato il non poter chiedere il biglietto a quelli affacciati alle finestre dei palazzi limitrofi.
L'appuntamento è per sabato prossimo per la seconda giornata di stage, semprechè il parlamento non approvi a tempo di record la legge che vieta la tortura.
Ciao
Franco


03.05.15 - Vai come vuoi

Carissimi,
304 podisti, o presunti tali, si sono ritrovati stamattina a Manesseno: 303 hanno corso come volevano e Paola Mignon ha corso come volevo io. Fin qui niente di particolare, capita. Quello che è stato assolutamente insolito è che invece di chiamare il marito, piuttosto alto e robusto, per appendermi ad uno dei numerosi alberi che adornano Villa Serra Comago o semplicemente farmi ammarare tra i cigni e le paperelle del laghetto, mi ha ringraziato.
Un po' più avanti il nostro Raggio di sole conquistava un terzo posto assoluto, che la fa entrare a pieno titolo tra le candidate, scegliete voi a cosa.
Molto bello il sacchetto-gara, di cotone grezzo, con una bella stampa in blu e facile da trasportare per il peso estremamente ridotto.
Piuttosto carente invece il pitstop predisposto dalla nostra società, anzi più che carente direi assente! Eppure una società come la nostra, che ha un Presidentissimo presente a tutte le gare, anche quelle in contemporanea, che domina le classifiche quantitative non solo in Liguria, ma anche nel Basso Piemonte, nell'Alto Piemonte, e in ogni regione dove si svolga una corsa, che schiera campioni di rango, che non citerò per evitare dimenticanze che potrebbero risultare offensive, che annovera Misscatto, il Verniciaio, il Kilometraro e il Letteraio (aiuto mi sto perdendo!), insomma una società multiforme, pensate cosa potrebbe fare se avesse un servizio per il cambio delle magliette al variare delle temperature o per il cambio delle scarpe quando si passa dall'asfalto allo sterrato o viceversa. Va be', provvederemo ...
Ciao
Franco


25.04.15 - Attraverso i Colli Novesi

Carissimi,
con la gara odierna si chiude il trittico di Aprile, ma niente paura è già pronto il trittico di Maggio con Vai come vuoi, Marcia di Chiavari e 12 per 1 ora. Ma torniamo a Novi Ligure, che a differenza di quanto pensa qualche candidato alla presidenza della Regione Liguria NON è in Liguria! Se avete dubbi potete chiedere in giro, ma non al Presidentissimo che incomincia ad avere qualche incertezza tra Liguria e Basso Piemonte.
Il viaggio oltreappennino è stato piacevole, in buona compagnia con la vela di Paolo Biemmevu, comoda e spaziosa.
Passando alla gara, il buon Ennio ogni anno si premura di allungare il percorso, come testimonia il mio cronometro che ogni anno segna un po' più dell'anno precedente, mentre il buon Fabrizio si preoccupa di trovare degni sostituti della ormai fu pancetta (sob!), con ottimi risultati a giudicare dal cioccolato extrafondente.
Per il resto solito saliscendi nei dintorni di Novi, con un provvidenziale sterrato che mi ha consentito di recuperare sul Presidentissimo, che per l'occasione sfoggiava la nuova canottiera col nastrino gialloblu, e sul Kilometraro, con i quali sono arrivato al traguardo. Adesso mi chiedo: se, come già successo alla Vivicittà, la sola vista della bandana presidenziale mi moltiplica le forze chissà cosa mi succederà dopo averci corso insieme per oltre 4 Km?
Ciao
Franco


19.04.15 - La Mezza di Genova

Carissimi,
oggi secondo appuntamento del trittico postpasquale, quello atteso, desiderato, sognato da tutti coloro che dopo aver dato fondo ad arrosti, colombe e uova nel pranzo pasquale, cercano di smaltire il tutto infilandosi le scarpette e schierandosi alla partenza di bellissime gare. Ma credo che nessuno dei miei affezionati cestinatori di mail indesiderate abbia interesse per queste amenità da settimanale di gossip, bensì per i miei arguti commenti sugli aspetti agonistici.
La prima nota è per l'enorme numero di richieste che ho avuto per fare la lepre! Verrebbe da pensare che sono l'unico a Genova in grado di preparare il succulento leporide, ordine dei lagomorfi, parente del coniglio, sia in salmì che alla cacciatora. Per quanto riguarda l'aspetto sportivo di fare da guida è successo il contrario, piano piano si sono sfilati tutti: la compagna di allenamento MLA, l'amico Pietro e via via gli altri fino alla Finta Bambina che non ha avuto il coraggio di dire di no a zia Sandrina, ma poi sulla linea di partenza mi ha preferito i palloncini gialli dell'1:45, concludendo poi in 1:43.
Percorso nuovo, che mette fine all'imparità delle salite verso De Ferrari, Boccadasse e della rampa che da lungomare Canepa porta alla Sopraelevata; quest'anno gli organizzatori hanno inserito una quarta salita, pareggiando il numero delle stesse, che dolcemente porta dal Porto Antico alla stazione Principe! Ma questa aggiunta iniziale ha permesso di ridurre la noia di Lungomare Canepa.
Gara aperta anche agli accompagnatori in bicicletta, più o meno rispettosi dei podisti capitati lì, costringendoli a slalom estemporanei e ad un gruppo di camminatori, con tanto di bastoncini da trekking, che si sono radunati sulla sopraelevata, approfittando dell'insolita assenza di veicoli.
Raggio di Sole continua a limare il proprio personale, ma vedremo come si comporterà nelle gare in notturna.
Per il resto, buon risultato del Verniciaio che ha ricevuto i complimenti della TDS via SMS per il suo tempo di 52:53 sulla mezza, ma nessun cenno al nuovo record mondiale, forse perchè non ancora omologato.
Ciao
Franco


12.04.15 - Vivicittà

Carissimi,
oggi praticamente tutti i podisti, atleti, tapascioni, corridori della domenica (ma anche degli altri giorni) si sono ritrovati a Pra per la terza edizione di ViviVTE. Molti erano reduci da un sabato a Camogli ... e qualcun'altro a Megli, anzi c'era persino qualcuno reduce da un venerdi a Bolzaneto, un sabato a Megli, conclusi con due secondi posti.
Ma facciamo un salto indietro di 24 ore. E' sabato, poco dopo mezzogiorno decido di fare un salto a Campetto a prendere pettorale e paccogara. Domanda: quante dolci fanciulle servono per dare un pettorale e un paccogara? Non ho la risposta, ma ne servono sicuramente almeno cinque, in quanto le quattro presenti si sono dimenticate il pettorale, facilmente recuperato oggi, mentre il verniciaio Stefano parcheggiava tra Pegli e Cornigliano, pur essendo arrivati con oltre un'ora di anticipo.
Nell'attesa del verniciaio mi sono tormentato nell'atroce dubbio se dargli il suo pettorale e il mio chip (tenendo il suo) o dare a Cesare quel che è di Cesare, a Stefano quel che è di Stefano e tenere per me quel che è mio.
Risolto il problema evangelicamente, è subito sorto un nuovo problema: come fissare il chip alla scarpa. Ma anche questo è stato risolto imitando il buon Fra.
E passiamo alla gara. Prologo con la partenza della non competitiva, con un eroico cineoperatore, il quale stoicamente collocato al centro della strada, si è lasciato sfilare dalla folla in mezzo alla quale erano mescolati passeggini, carrozzine, animali da compagnia oltre ad una serie di palloncini gialli e bianchi, acquistati a prezzo di liquidazione tra gli avanzi della recente visita pastorale di Francesco a Napoli.
Nel frattempo, i competitivi, o presunti tali, avevano modo di scaldarsi, e anche qualcosa di più, andando avanti e indietro cercando il modo di arrivare al piazzale di partenza, con esercizi di mobilità per evitare i non competitivi lanciati nel senso opposto.
Per errore mi sono trovato non nell'ultima fila, come mio solito, ma praticamente in prima linea (mai termine fu più appropriato), ma grazie ad una piccola distrazione al momento dello sparo (ero impegnato in una splendida conversazione con Paola Mignon e con la Finta Bambina) ho rapidamente recuperato una posizione più consona al mio valore.
Ho condiviso la prima parte con una delle vittime degli esercizi di Sauro, fino a quando è apparsa all'orizzonte la bandana blu del Presidentissimo. Questo ha scatenato in me i peggiori istinti, ma ha moltiplicato le mie forze, al punto da fare gli ultimi Km a un ritmo talmente forsennato, che quando il grande Andrea Frisio mi ha chiesto di aspettarlo ho avuto bisogno di oltre un Km per fermarmi: praticamente mi sono arrestato dopo aver tagliato il traguardo (tranquilli, poi ho provveduto a ricucirlo).
Adesso l'attenzione è tutta sulla Mezza di Genova, dove il nostro Diego da Arquata attaccherà il muro dei 73 minuti. In un certo senso il mio stesso obiettivo, solo che lui lo vuole abbattere al traguardo e io mi accontenterei di abbatterlo al Km 14.
Ciao
Franco


29.03.15 - Biscione di Corsa

Carissimi,
dopo tanto, non ricordo nemmeno quanto, eccomi di nuovo a rendicontarvi una gara.
Dai commenti ricevuti al ritrovo, direi che più o meno vi ricordate di me, quindi mi risparmio una rinfrescatina di chi sono, cosa faccio ed altro.
Leggendo il nome della gara, ho pensato a qualcosa organizzato da un Inter Club, o sponsorizzato da Mediaset, o comunque legato a Milano, e invece no! Una volta imboccata Via Bracelli è stato chiaro che il riferimento era a quelle due palazzine costruite negli anni sessanta sulle alture di Marassi, che se invece di orizzontali fossero state verticali avrebbero rappresentato due grattacieli degni, all'epoca, di entrare nel guinness dei primati (ma perchè non si chiama degli uomini, visto che bonobo e scimpanzè sono praticamente assenti?).
Oltre duecento partecipanti, senza contare quelli arrivati intorno alle 11, avendo dimenticato di mettere l'orologio avanti, e percorso assolutamente interessante, con una buona alternanza di tratti perfettamente pianeggianti, discese corribili e salite con qualche strappo impegnativo. Utilissimi i podisti fuori gara che si allenavano in senso inverso alla corsa, contribuendo a tenere alta la concentrazione non solo di quelli che cercavano di conquistare la vittoria, ma anche degli ultimi che altrimenti avrebbero potuto abbandonarsi ad una gara rilassata.
Grande impresa del nostro verniciaio Stefano, che si è esibito in una retromarcia in Via del Capriolo, un budello a senso unico di 180 cm di larghezza, con un'auto di 178 cm di larghezza.
Qualche incertezza nel giudizio su Diego da Arquata: gentilissimo nell'omaggiarmi dei deliziosi canestrelli al vino bianco nel pregara e spietato nel doppiarmi a velocità doppia. Gli concedo comunque una prova di appello, che comprenderà ovviamente canestrelli e gara.
I prossimi impegni sono più avicoli che podistici, uova e colombe, ma si sta avvicinando un tris di appuntamenti da non perdere! Cominceremo domenica 12 con la ViviVTE, poi domenica 19 ci godremo la soprelevata, riservata ai mezzomaratoneti e infine sabato 25 andremo su e giù lungo le colline care a Fausto Coppi.
Ciao
Franco


06.03.15 - Serate di corsa in gialloblu - Parte II

Carissimi,
ieri sera c'è stata la seconda "Serata di corsa in gialloblu"! Se avessi detto seconda ed ultima il sospiro di sollievo di voi, miei affezionati cestinatori di mail indesiderate, mi avrebbe travolto come un uragano, impedendomi di assolvere il mio ruolo di scrivano.
Riguardando le mie ultime 4 missive, mi accorgo che qualcuno di voi penserà di essere passato, a sua insaputa, dalla Associazione Sportiva Dilettantistica Maratoneti Genovesi al Circolo Culturale "La Lanterna", visto che gli argomenti recenti sono stati due conferenze, un approfondimento e un'inaugurazione. Sarebbe come abbonarsi alla Gazzetta dello Sport e ricevere ogni giorno L'Eco delle Muse. Ma non preoccupatevi, prima o poi torneranno gli elettrizzanti resoconti podistici, per la gioia di quelli che soffrono di insonnia.
Dunque, perché ci siamo fermati alla seconda puntata, si chiederà qualcuno? Semplice visto che siamo passati da 4 a 6 relatori, tra qualche puntata avremmo avuto un'assemblea di relatori che parlava ad una sala vuota, non essendoci altri soci per fare da uditorio.
Anche questa serata è stata un successo, con un numero di presenti superiori alla prima serata, De Andrè avrebbe detto più poeticamente "alla serata successiva ancora più gente della sera prima" e poi ascoltatori attentissimi: nessuno si è mosso fino alla fine della serata e non ci sono state nemmeno chiacchiere che rivelassero disattenzione (l'idea di imbavagliare e incatenare alle sedie i partecipanti andrà ripetuta).
Non sono mancati, come già avvenuto l'altra volta, spunti che faranno riflettere: alcuni omega-3 sono fantastici per sciogliere il polistirolo, ma non ricordo la marca; ci sono talmente tanti errori possibili che non dovrebbe essere difficile per ciascuno trovare quello più adatto alle sue caratteristiche; i cibi che stanno verso la punta della piramide alimentare non sono i cibi top, quelli da preferire in assoluto; 500 caffè portano alla morte per eccesso di caffeina (come fa Alex Britti a non schiattare?); la forza è più importante della resistenza (ma il 25 Aprile, NO!); ci si può allenare anche con esercizi a intensità ridotta, per cui attendo con ansia il momento in cui farò prestazioni inimmaginabili; correndo più lentamente della velocità di soglia, questa si innalza (la mia dovrebbe aver superato la velocità della luce).
Un ringraziamento a Paola Mignon che ha riportato numerose esperienze personali (adesso sappiamo perfino come è stato il suo esame di maturità).
L'unica nota stonata è che, purtroppo, contrariamente alle aspettative, non è stato sciolto il dubbio sul pacioccone. Peccato!
Ciao
Franco


28.02.15 - Inaugurazione VECOM

Carissimi,
oggi il nostro Stefano, grande allenatore-campione-consigliere-organizzatore-verniciaio (in ordine alfabetico), ha messo in scena l'inaugurazione della nuova sede della sua attività commerciale, che avrei voluto chiamare "vernissage", ma mi pareva ridondante. Comunque il tutto è avvenuto giusto l'ultimo giorno di Febbraio per ottemperare al detto "Attività iniziata in Febbraio, ..." be' lo conoscete tutti e non perdo tempo a ricordarvelo.
Sembrava di essere ad una gara podistica: ritrovo imbriccato su per i monti, come tutte le gare che si organizzano a Genova da quando ci sono le regole di ordine pubblico, il Presidentissimo arrivato all'alba, magliette e cappellini come premio di partecipazione, ristoro, per la verità molto più ricco di quello a cui siamo abituati, e perfino il pasta-party, e senza nemmeno il fastidio di correre, anche se alcuni amici tra cui lo scrivente erano già andati a Villa Gentile (io ho fatto una sgambatina di un'oretta, giusto una ventina di Km per sciogliere i muscoli prima della gara di domani).
All'interno di questo megamarket delle vernici, c'era di tutto: podisti (già detto), carrozzieri, cantieristi, fotografi, questuanti, postulanti, scrocconi, ognuno raggruppato con quelli della sua specie, un po' come sull'arca di Noè e poi qui e lì, tra una latta di vernice e un pennello, facevano capolino vassoi di focaccia, confezioni giganti di patatine, coppette di insalata di riso, succhi di frutta e poi bottiglie di prosecco, birra, vino bianco e rosso e un etilometro per un controllino (non si sa mai, dovendo guidare fino a casa).
E poi lui, Stefano!
Il nostro era fuori a parlare con chi preferiva il sole, dentro a controllare la cottura della pasta all'amatriciana, vicino alla macchina del caffè a preparare espressi, e nel frattempo chiacchierava con questo e quello. E qui si è scoperto! Ecco come fa a fare i tempi che ben conosciamo, sono quattro e si dividono i compiti: uno parte, altri e due passano ai controlli, mentre il quarto taglia il traguardo.
Ciao
Franco


20.02.15 - Serate di corsa in gialloblu

Carissimi,
ieri sera c'è stata la prima "Serata di corsa in gialloblu", caldeggiata da Stefano, campione e allenatore, seguendo un'idea di Maurizio Magagnini, sempre inesauribile fonte di ispirazione (che persona che ci siamo persi!), portata avanti con grande passione da Sauro, istruttore Fidal, Alessandro, cardiologo, e Franco, non si sa bene a che titolo, e infine benedetta dall'unanimità dei consiglieri, quando hanno accertato che questo non li avrebbe obbligati ad essere presenti.
Ci siamo preparati con cura, tra un rum e un freddo ufficio, abbiamo provato le interruzioni e gli accavallamenti, abbiamo risolto le eventuali divergenze di opinione amichevolmente, fermandoci sempre al primo sangue e mai all'ultimo, abbiamo discusso del dove farla, qualcuno proponeva una Smart e qualcun'altro lo Yankee Stadium, abbiamo discusso se svegliare i partecipanti con un secchio di acqua gelata, ma somigliava troppo all'Ice Bucket Challenge, o facendo esplodere il classico sacchetto di carta, ma questo avrebbe richiesto che almeno un relatore fosse sveglio, e alla fine il prodotto è stato confezionato, grazie anche agli amici di Stefano della Nutrilite, che ci hanno fornito il supporto tecnico e logistico.
La serata è stata un autentico successo! Innazitutto siamo riusciti a entrare tutti, almeno quelli che sono entrati, perchè in Piazza della Vittoria i palazzi non hanno il citofono (le sincronizzazioni degli orologi di Mission Impossible impallidiscono al confronto dell'organizzazione dell'era antecellulare); poi il Presidentissimo ha fatto una prolusione che è durata meno di tre minuti (ho cronometrato!); infine nessuno ha russato!
Non sono qui a raccontarvi tutti i dettagli che potete trovare sul sito della IAAF, o della CNN, ma succintamente posso dire che abbiamo imparato che Stefano disegna benissimo, e sa scrivere sia in orizzontale che in verticale, anche se questo causa qualche torcicollo, che Alessandro sta benissimo con le camicie a quadri, che seguendo le indicazioni di Sauro possiamo raddoppiare la durata di un paio di scarpe camminando solo sulle punte (più esattamente metatarsi) o solo sui talloni, che Franco conosce un sacco di errori (probabilmente per esperienza diretta) ma non sa quale sia la cosa giusta (altrimenti esibizionista com'è ce l'avrebbe detta di sicuro).
Infine abbiamo imparato che un corretto programma di allenamento non può fare a meno del lungo e del corto, mentre per il pacioccone la prossima serata sarà chiarificatrice: non perdetevela!
Ciao
Franco


04.02.15 - Curiosità di corsa

Carissimi,
vi siete mai chiesti perché in pista si corre in senso antiorario?
Vi riassumo tre teorie.
1 - L'influenza inglese (sempre loro)
Come ben sapete gli Inglesi hanno influito parecchio nello sport, ad esempio le prime maratone olimpiche avevano lunghezza variabile e i mitici 42.195 metri divennero tali dopo le Olimpiadi di Londra del 1908, quelle di Dorando Pietri, e guarda caso era proprio la distanza dal Castello di Windsor allo stadio olimpico; poi qualcuno si è "ricordato" che da Maratona ad Atene c'erano 42 Km e lo stadio greco misurava 195 metri. Allora, è chiaro che in pista si corre alla corda, la prima corsia per i non addetti (ma un non addetto frequenta questa pagina?), per cui dato che gli Inglesi circolano sulla sinistra, l'unico modo di correre alla corda sulla sinistra era il senso antiorario.
2 - La grande sfida (il mito)
La corsa è per definizione una sfida contro il tempo, anche il motto olimpico "Citius, Altius, Fortius" mette al primo posto la velocità, per cui è sembrato naturale che il senso antiorario fosse anche una metafora dell'andare contro il tempo.
3 - Selezione naturale (Darwin)
Anticamente esistevano due gruppi di corridori su pista, quelli che andavano in senso orario e quelli che andavano in senso antiorario. Ogni tanto qualcuno si scontrava e qualche volta uno dei due ci rimetteva le penne. Un giorno nel gruppo di quelli che correvano in senso antiorario entrò un atleta greco di nome Gigantas (letteralmente gigante), un uomo piuttosto massiccio, alto 2.15 metri del peso di 145 Kg. e neanche un etto di grasso. Gli scontri con questa massa di muscoli erano piuttosto frequenti e piuttosto dannosi, al punto che il gruppo dei corridori in senso orario si assottigliò vistosamente e rimasero solo i corridori in senso antiorario.
Ovviamente, ognuno troverà più ragionevole l'una o l'altra di queste teorie, ma nel caso a qualcuno non piacesse nessuna delle tre non esiti a farmelo sapere: posso inventarne delle altre!
Ciao
Franco


01.02.15 - Maratonina di Portofino

Carissimi,
il resoconto odierno è molto schematico:
A) parte essermi svegliato all’alba, ma quando ti scarrozzano
B) sogna adeguarsi agli orari dell’auriga.
C) saranno stati oltre 2000 podisti
D) tutte le regioni d’Italia
E) qualcuno veniva anche dall’estero.
F) ttivamente la gara richiama molto, probabilmente per il
G) ro dentro Portofino, passando
H) nto a ville famose.
I) n preparazione alla gara ero andato varie volte fino a via
J) rato a Molassana, dove sono in
K) to in qualche infortunio dove ho visto le st
L) per il dolore. Sono partito lemme-l
M) e poi ho allungato facendo attenzione a non lasciarci le p
N) con un ritmo forsennato.
O) gni tanto res
P) ravo per recuperare
Q) anto avevo speso in eccesso, con una tattica di gara f
R) a ed
S) nzialmente prudente. Nel finale ho
T) rato un po’ di più, specie in vista del trag
U) ardo, quando ho e
V) tato uno scontro con una colonnina di pietra, grazie a una
W) rata, forse immortalata da una fotocamera digitale con migliaia di p
X) el. Ritorno al palazzetto rischiando di finire sotto una Lancia
Y) e per finire brindisi con gin fiz
Z) nta allegria!
Ciao
Franco


24.01.15 - Women in Run

Carissimi,
è un po' difficile parlare di questa mattina quando, sulla spinta di Simona, una cinquantina di podisti, le ragazze in rosso o in fucsia, i ragazzi a fare da "angeli custodi", si sono ritrovati a Boccadasse per percorrere Corso Italia "per dire no alla violenza sulle donne".
Perché difficile? Innanzitutto perché non sono una fanciulla e quindi sono un po' lontano dal problema, inoltre spero di esserlo anche per mentalità: le donne sono meravigliosi fiorellini che impreziosiscono il prato della vita, sono raggi di sole nelle giornate buie e allora come si fa a usare violenza su di loro? Eppure un sacco di gente ci riesce, quasi sempre uomini, ma a volte anche altre donne.
E allora benvengano queste manifestazioni, che non fermeranno nessuna violenza (purtroppo), ma sono un piccolo seme che se germoglierà farà riflettere, magari una sola persona, ma comunque avrà migliorato il mondo.
E poi, credetemi, è stato molto ma molto difficile essere seri, sia pure per poche righe, ma il tema lo meritava.
W LE DONNE!
Franco


23.01.15 - Assemblea Societaria

Carissimi,
E' andata in onda ieri l'assemblea
Per celebrar dei soci l'epopea,
Qualche fanciulla adorna come dea,
E qualcheduno con la social livrea.
Chi si attendeva una sera epicurea
E di abbuffarsi molto aveva idea
ha fatto i conti con la logorrea
di chi a parlare molto un po' si bea:
Il presidente che parla anche in apnea
Indenne da ogni afflizione faringea
O da malanni che colpiscon la trachea,
E a chi lo ascolta regala cefalea.
I più bravi hanno avuto una ghinea
E le ragazze una pianta di azalea
Oltre alle lodi di tutta la platea.
Alla fin si è spostata la marea,
Qualcun con assai prosopopea,
Verso i viveri, così ci si arricrea,
Ed i bignè offerti dall'Andrea.
C'era persino un cuoco che solea
Offrire piatti venuti da Tropea
O della tradizion partenopea.
E a mezzanotte finisce l'odissea,
Non so se la parola passa a Enea ....
Ciao
Franco


18.01.15 - Coppa Città di Novi

Carissimi,
arrivato a Novi, teso come ad un concorso,
era la mia prima gara dell'anno in corso
e vorrei farne una in più di quello scorso.
Per cominciare ho chiesto del percorso,
per sapere se il giro fosse sinistrorso
oppur se fosse al contrario destrorso,
e tra le serie quanto sarebbe intercorso.
Reduce dall'infortunio a luglio occorso,
con la caviglia dolente come dopo un morso,
inferto da un feroce animale tipo un orso,
per il quale infortunio son ricorso
alle cure non sol del pronto soccorso
ma anche di un fisioterapista accorso,
che mi ha ridotto i tempi del decorso,
anche se mi è costato un certo esborso
di cui so già non potrò aver rimborso
non essendo assicurato, che rimorso!
Ho fatto gli esercizi per il dorso,
poi ho bevuto d'acqua pura un sorso
e l'organizzatore teneva il suo discorso.
Ho anche incontrato uno studente fuoricorso
che all'aria aperta esponeva nudo il torso,
beata gioventù, chissà in che cosa sarei incorso.
Partito in fondo, il gruppo ho rincorso,
e una bella mattina ho alfin trascorso.
L'unica critica è che avrebbero dovuto avvisare che c'erano dei tratti con un po' di fango! Avrei potuto attaccare in quelli per poi difendermi sui restanti con moltissimo fango.
Ciao
Franco


03.01.15 - Monte Moro

Carissimi,
BUON ANNO! BUONE CORSE! BUONI ALLENAMENTI!
Dopo il preambolo un po' scontato, un augurio di Buona Pasqua sarebbe stato molto più originale, vi comunico che anche per il 2015 ho ottenuto l'onore-onere delle letterine, onore mio di aggiornarvi accuratamente su quanto avviene mentre folle di squinternati in maglietta-calzoncini-scarpette si aggirano per le lande liguri e bassopiemontesi, onere vostro di sopportare le mie demenziali elucubrazioni, o a scelta di dirottare i messaggi nella sezione posta indesiderata (lo sapete che si può fare anche automaticamente?).
La giornata è iniziata per me con una delusione/soddisfazione, a seconda dei punti di vista. Ma andiamo ai fatti: con la collaborazione di M.L.A. che mi ha prestato l'arma, sono arrivato con una immacolata canottiera verde smeraldo della Podistica Peralto, grande società genovese, scandendo a voce alta "Anno nuovo, squadra nuova" per vedere le reazioni degli amici, primo tra tutti il Presidentissimo, al mio trasferimento ad altro team. Ebbene, nessuno ha creduto al mio atteggiamento da voltagabbana, alla faccia di Vespa; qualcuno ha pensato ad un omaggio alla società delle finestre, qualcuno mi ha preso per scemo (più del solito), molti hanno sghignazzato, qualcuno ha detto che sarebbe più credibile che il sole non sorga, solo uno ha avuto un attimo di incertezza (grazie Massi!).
Comunque è bello sentirsi una bandiera, forse date le dimensioni un gagliardetto, dei colori gialloblù.
Ma basta con l'autoreferenzialità e passiamo agli aspetti agonistici. Come detto più volte la salita al Monte Moro NON è una gara, ma c'è il via ufficiale, il servizio cronometraggio (grazie Ste!), le fotografie di Sandrino all'arrivo, il ristoro finale a base di panettoni, pandori, spumanti e altri residuati natalizi con tanto di bancone improvvisato, le premiazioni assolute e di categoria, parentesi: finchè non istituiscono la categoria Nati il 4 ottobre 1956 alle 23.45, non credo di avere speranze, chiusa parentesi, offerti dal grandissimo Stefano che nonostante qualche piccolo problemino correlato all'alluvione di ottobre non ha perso il suo spirito. Praticamente, a parte il chip, roba da fare invidia a blasonate gare e competizioni nazionali ed internazionali.
L'augurio è che rimanga una piacevole sgambata, come evidenziato da Claudio, Graziano e Paolo che gentilmente, sportivamente e amichevolmente hanno aspettato Anna, Giuseppe e il sottoscritto per arrivare insieme al traguardo, dopo una chiacchierata di 5 km.
Adesso riponiamo i sorrisi e le pacche sulle spalle e prepariamoci ad un anno di scontri tra titani, eroici duelli all'ultimo metro e vinca il più forte! Anzi no, altrimenti io non vincerò mai!
Ciao
Franco